venerdì, Gennaio 27, 2023

RM Hubbert – Thirteen Lost & Found (Chemikal Underground, 2012)

Dal 1993, il chitarrista scozzese RM Hubbert, hubby per gli amici, ha suonato diversi tipi di musica. Nel 1995  fonda il gruppo post punk El Hombre Trabejado, firmando un contratto con l’etichetta indipendente  Chemikal Underground. Sciolti i EHT, decide di provare il debutto solista e durante il 2010 pubblica il suo primo album First & Last, nel quale mostra tutta la sua bravura e sensibilità; è lo stesso chitarrista ad ammettere che la composizione di musica e testi è stata influenzata dalla morte dei genitori. Il disco piace alla critica, la decisione di coinvolgere altri nove strumenti crea un bizzarro mix di stili diversi che viene apprezzato molto dal pubblico durante le esibizioni live. La sua tecnica nel suonare la chitarra non passa inosservata: gruppi come Mogwai e God speed you! Black emperor lo invitano in tour ad aprire i loro concerti. Altre esibizioni, più intime e ristrette, diventano nel 2010 un album; il titolo, Will play for food, è esplicativo: il ragazzone scozzeese e i suoi amici, attraverso internet,  venivano invitati a cena da sconosciuti e mentre il padrone di casa preparava il pranzo o la cena, hubby eseguiva per i presenti un concertino musicale informale. A febbraio del 2011 riparte in tour con i Mogwai e nel 2012 mette a punto la sua ultima fatica, Thirteen Lost and Found. L’album è per prima cosa una reunion fra vecchi amici. Partecipa, in qualche modo, tutta la Glasgow musicale anni ’90: per fare qualche nome Alex Kapranos (Franz Ferdinand), Emma Pollock (The Delagados), Aidan Moffat (Arab Strap) e Luke Surherland (Long Fin Killie e Mogwai). Ogni brano è stato scritto in collaborazione con l’ospite di turno, mettendo enfasi su spontaneità e sperimentazione. Gli strumenti utilizzati sono molti: violini, percussioni, piano, banjo, fisarmonica, vibrafono e gu zheng, oltre alla chitarra di Hubbert che è presente in tutte le undici tracce del disco. La tecnica è sopraffina, i suoni sono profondi, morbidi e delicati. È un lavoro allo stesso tempo corale e molto personale.  V e For Joe sono brevi canzoni – appena tre minuti – dolcissime, Swithces part. 2 è più energica e si avvicina più a sonorità flamenco – esque, mentre Car Song, Sandwalks e Half Light rappresentano la côte malinconica dell’album. Citazione a parte per Hungarian notation, sia per la partecipazione di Alex kapranos (fra le altre cose produttore dell’album) sia per la melodia, un vero inno alla vita che profuma di europa dell’est. L’album ha un punto forte: nonostante le tante collaborazioni, si riconosce la mano di Hubby che brilla di luce propria. Ha però un rovescio della medaglia: visto le tante collaborazioni, difficilmente sarà suonato dal vivo in tutta la sua gloria più di due volte.  Nel complesso però, un disco che vale assolutamente la pena avere.
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Il sito internet di RM Hubbert

Tracklist

We Radioed (with Luke Sutherland) | Car Song (with Aidan Moffat & Alex Kapranos) |For Joe | Gus Am Bris An Latha (with John Ferguson) | Sunbeam Melts The Hour (with Marion Kenny & Hanna Tuulikki) | V | Sandwalks (with Stevie Jones & Paul Savage) | Half Light (with Emma Pollock & Rafe Fitzpatrick) | Hungarian Notation (with Shane Connolly, Alex Kapranos & Michael John McCarthy) | Switches Part 2 | The False Bride (with Alasdair Roberts) [/box]

Andrea Quadroni
Andrea Quadroni
Andrea Quadroni, 27 anni, millanta origini austriache e un passato da suonatore di basso. Nato a Como, vive in un paesino alla periferia del mondo civile. Al liceo si pettinava con il sapone di Marsiglia, ha studiato tra Milano e Parigi e si è laureato da poco in storia. Scrive di musica, cura scrupolosamente i suoi baffi biondi-rossicci e ama ripetere con orgoglio “I saw Pulp live”.

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