Sóley – We Sink (Morr Music, 2011)

Altre cover story

L’Islanda sconnessa e vulcanica riesce a serbare qualcosa di diverso dai giganti Sigur Rós. Sóley Stefánsdóttir, non foss’altro che solo per il nome, è palesemente di un altro mondo, e We Sink lo dimostra in ogni singola traccia. Non sto parlando di vie alternative al cantautorato folk-pop, ma piuttosto di voli melodici meravigliosi, come se Sóley prendesse per mano il piano, le chitarre e la batteria e le traghettasse tra i fiordi e le montagne, le immergesse nell’aurora boreale. Non è tutto delicato, si prenda Dance ad esempio, con le ritmiche puntuali. La voce soffice di Sóley sa quando imporsi,  sa soffiare dentro le architetture melodiche e dar loro un’anima e un’integrità. Talvolta l’elettronica e il missaggio volutamente caotico come per And Leave e The Sun Is Going Down I da un taglio spiovente, più malinconico, come se si passasse una zona d’ombra, ma che scompare dopo poco per ritornare alle solari e illuminate ballad. Chissà che incontro potrebbe scaturire con la furia e la solarità più anglosassone di un’altra solista altrettanto capace, Carlot-ta. Nel mentre, il naufragar ci è dolce in questo mar.

Elia Billero
Elia Billero
Elia Billero vive vicino Pisa, è laureato in Scienze Politiche (indirizzo Comunicazione Media e Giornalismo), scrive di dischi e concerti per Indie-eye e gestisce altri siti.

Ultimi articoli in evidenza

LongLake Festival 2026: il Buskers come geografia mobile delle culture urbane

Nella settimana conclusiva del LongLake Festival, Lugano affida gran parte della propria identità temporanea al linguaggio storicamente più nomade delle arti performative: quello del busking. Dal 22 al 26 luglio il centro cittadino ospita quaranta artisti provenienti da quattordici paesi, in una configurazione che si avvicina più a una mappa di circolazione culturale che a un cartellone tradizionale.

INDIE-EYE SHOWREEL

spot_img

Articoli Simili