Visioni di Cody – Gritole (Brutture Moderne, 2012)

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Visioni Di Cody GritoleIl quartetto tosco-emiliano, dal nome liberamente ispirato da un racconto di Jack Kerouac, raccoglie le proprie forze in un full lenght dai sapori intimi e compatti. Il loro nuovo disco, intitolato Gritole, come il nome di un podere che si trova nelle campagne fra Forlì e Cesena, è da considerarsi come un vero e caratteristico viaggio alla scoperta del proprio io. Gli arrangiamenti si distinguono per il loro passo felpato e sinuoso, un andamento che a tratti volge verso radure più aspre e levigate, tuttavia mantenendo un profilo soffuso e lineare. Le atmosfere invece sono da rimandare alle figure dell’underground italiano, con diversi spunti folcloristici e stoccate, più o meno determinanti, di un languido e trattenuto pop. La prima parte del disco sembra appoggiarsi sul velluto: Il Mare Che Spacca La Terra, La Piscina del Dottore e U.ba.le.na, mostrano le angolature più ancorate e consistenti del soffice rock dei Visioni di Cody; i suoni e il mood che trasudano queste incisioni, riportano alla memoria i primi lavori dei Virginiana Miller dove liriche ammalianti s’intrecciano ad un tappeto sonico cadenzato e lineare. Più decise e meno smussate le visioni di Dai! e Claudio, dove emergono linee di chitarra incattivite e pulsanti che mettono in luce la facciata più diretta del disco: una vibrazione improvvisa che scuote l’andatura fin qui forse un po’ troppo morigerata. Chiude le danze Un Bel Da Fare, lo spiraglio più elegante dell’intera produzione in cui si apprezzano tenui venature di un jazz ricamato e pregevole. Un disco sicuramente ben suonato e prodotto dove si apprezzano diversi sguardi del ricco bagaglio sonico dei Visioni di Cody, una trama che riesce a colpire per la grande varietà cromatica dimostrata. Ciononostante, risulta un capitolo dall’ attaccamento viscerale alle realtà già in circolazione nella scena indie italiana, questo, in qualche modo, può snaturare la vera essenza della band; malgrado questo, Gritole che vede la partecipazione di Marcello Jandù Detti dei Nobraino al trombone, è, senza alcun dubbio, un album da promuovere.

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Tracklist:

Il mare che spacca la terra | La piscina del dottore | Dai !|U.ba.le.na.| Claudio | Puttana miseria | Il dolore che il cuore non sente | Colpi secchi | La flemma di Piero | Un bel da fare [/box]

 

Paolo Pavone

 

Paolo Pavone
Paolo Pavone
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