lunedì, Giugno 24, 2024

Neurosis – Honor Found in Decay (Neurot – 2012)

Accontentare (potenzialmente) tutti è necessariamente un male? I Neurosis ci dimostrano che non è così. Honor Found in Decay è epico quanto il metal è sempre stato, raffinato quanto tanto indie rock non riesce più a essere, godibile più di tanta altra musica di ogni genere. Con una carriera ormai giunta al quarto di secolo, con il magico Steve Albini per la sesta volta in cabina di regia, il gruppo californiano – formazione attuale: Scott Kelly, voce e chitarra, Dave Edwardson, basso, Steve Von Till, voce e chitarra, Jason Roeder, batteria, Noah Landis, tastiere, Josh Graham, visual artist curatore delle performance live della band – si dimostra ancora capace non soltanto di abbaiare, ma anche di azzannare e far sanguinare a dovere, combinando hardcore, industrial, doom per una robusta macedonia di suoni ossessivi e massicci, potenziati da una produzione adeguata allo scopo. È lecito non pretendere di meno, da un gruppo che, con dischi come Through Silver In Blood, ha marchiato a fuoco gli anni ’90.  We All Rage in Gold è snervante come i My Dying Bride e rocciosa come i Black Sabbath. At the Well è un pesante assalto death metal al rallentatore, che alterna con mestiere sacrale intimismo e violenza. My Heart for Deliverance, più cerebrale, può contare sui cambi di tempo della batteria, ammorbidendosi a tratti e inserendo la voce narrante di Anna Brown, oltre a più nitide sciabolate di chitarra. In Bleeding the Pigs, colorata dal sapiente lavoro di Roeder, echeggiano gli attorcigliamenti industrial del side project Tribes Of Neurot. Casting of the Ages, giocando su una lentezza esasperante, esalta il sapore spengleriano, a tratti struggente, seppur violento – una sorta di incrocio fra Sunn O))) e Metallica – del disco. All Is Found… in Time aumenta le dosi di drumming sincopato, aprendosi a momenti più matericamente psichedelici, che hanno modo di palesarsi ancor meglio in Raise the Dawn, con i suoi sei minuti di durata il brano più breve. Insomma, c’è crisi. Ma, in questo caso, è un bene. Setacciate il fango per ritrovare l’onore perduto e godetevi una decade di decadenza.

Jacopo Golisano
Jacopo Golisano
Jacopo Golisano, classe 1986. Studia Filosofia e consegue la laurea triennale con una tesi su Alexis de Tocqueville. Diventa pubblicista. Appassionato di cinema, musica, letteratura, sempre alla ricerca di nuovi stimoli.

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