venerdì, Dicembre 9, 2022

Kabikoff – Pietraia: la recensione

Terzo album sulla lunga distanza pubblicato dai Kabikoff, ovvero Alberto Turra unico membro originale della formazione nata del 2000 affiancato da una nuova line-up che si è delineata tra il 2007 e il 2008: William Nicastro al basso, Sergio Quagliarella alla batteria e Kino Deregibus alla voce.
Prodotto da Diego Cattaneo e masterizzato da Jason Livermore nel suo “The Blasting Room” Pietraia è uscito il 29 Novembre 2014 per Sinusite records, label siciliana.
I suoni sono quelli del metal-core statunitense resi più lievi e digeribili da un’attitudine tutta italiana al songwriting, il tutto condito da quei tempi spezzati che ricordano le modalità con cui il rock più “matematico” proveniente da oltreoceano filtrava nell’esperienza delle band Italiane dei primi novanta.

In relazione al passato stesso dei Kabikoff il tentativo è quello di pasticciare meno con i generi a favore di una concisione comunicativa maggiore più orientata in ogni senso alla definizione di un suono “classico”. Rimane certamente l’approccio più selvaggio e genuino, ma con l’idea di trasformare il clangore sonico del sound in un’esperienza seduttivamente melodica. Un contrasto interessante tutto sommato, brani come “Polpa”, “Calli”, “Pupilla” oltre alla concisione visuale dei titoli, sprigionano una violenza estrema quanto matematicamente strutturata. Se amate farvi prendere a pugni con eleganza, è il disco che fa per voi.

Piero Certini
Piero Certini
Piero Certini si è laureato in letteratura anglo-americana con una tesi su Raymond Carver. Ama tutta la musica pop e crede che tra questa e un romanzo non ci siano grandi differenze.

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