sabato, Settembre 26, 2020

The Jim Jones Revue; la foto-intervista

The Jim Jones Revue è finalmente arrivata in Italia per un tour, una serie di date per promuovere il secondo album, l’ottimo Burning Your House Down (recensito su Indie-Eye da questa parte), che li ha portati a calcare palchi prestigiosi (e li porterà su molti altri ancora) e in molte delle classifiche di fine anno, come già accaduto con il loro esordio. Abbiamo incontrato Jim e Rupert Orton prima della loro data al Bloom di Mezzago, dove hanno dato ancora una volta dimostrazione di energia e forza, nel nome del rock’n’roll. [Le foto dell’articolo sono di Francesca Pontiggia ]

Benvenuti su Indie-Eye e in Italia. Pronti per lo show di stasera e per le altre date nel nostro paese?

Sì, siamo prontissimi. Finora abbiamo fatto solo una data in Italia, lo scorso anno a Siena, ma non era stato un grande show, per una serie di problemi e anche perché non c’era moltissimo pubblico. Stavolta invece siamo molto più carichi e tutto sta andando per il verso giusto; già ieri sera a Fidenza il concerto è stato ottimo ed il pubblico eccezionale; siamo convinti che sarà lo stesso stasera qui al Bloom e poi nelle altre date.

Partiamo dall’inizio della storia della band. Qual è stata la scintilla che ha dato vita alla Jim Jones Revue?

Per me quello non era un periodo molto fortunato; dopo aver girato il mondo con la mia band precedente, gli Hypnotics, era da un po’ che le cose non andavano particolarmente bene, con molti alti e bassi. Suonavo abbastanza in giro con i Black Moses, ma già da un po’ stavo pensando di finire quell’esperienza. Poi io e Rupert ci siamo incontrati in questo locale, il Not The Same Old Blues Crap, di cui lui curava la programmazione, che era una delle migliori di Londra tra l’altro, con una serie di concerti uno migliore dell’altro. Abbiamo parlato un po’ e abbiamo deciso di provare a tirare su un gruppo, senza particolari pretese, basandoci sulla considerazione che oggi praticamente nessuno suona rock’n’roll guardando agli anni ’50, a Little Richard, a Jerry Lee Lewis, insomma al piano-driven rock’n’roll. Nel giro di qualche giorno abbiamo trovato gli altri tre membri della band, tutti trovati tra le nostre conoscenze precedenti, quindi senza particolari difficoltà, abbiamo affittato una semplice sala prove a Londra e una volta lì abbiamo semplicemente iniziato a suonare alcuni standard rock’n’roll, se non sbaglio il primo in assoluto fu proprio Hey Hey Hey Hey, che poi è finita nel primo disco e che ancora oggi suoniamo ad ogni concerto. Non so cosa sia successo, ma ci accorgemmo subito che stavamo suonando esattamente come volevamo, da subito, ci guardavamo ed eravamo soddisfatti al 100% di quello che stavamo facendo, già durante la prima canzone. Era una cosa che non mi era mai capitata prima, e credo nemmeno agli altri del gruppo, di capirsi al volo e avere già un suono fin dal primo istante, una cosa davvero incredibile. A quel punto, dopo non più di un paio di prove, nel giro di una settimana, abbiamo fatto il primo concerto, proprio al club dove ci eravamo incontrati io e Rupert. Era un periodo che il club andava bene, quindi c’era molta gente anche se per noi era la prima data in assoluto, la gente era lì perché si fidava della qualità del club. Quindi il locale era pieno quando siamo saliti sul palco, non avevamo ancora pezzi nostri quindi suonammo una mezza dozzina di standard. Già dopo il primo brano la folla esplose, l’avevamo conquistata subito. Era fantastico perché tutti erano come rapiti dalla musica, si muovevano, ballavano, prestando davvero attenzione alla musica, non come capita a volte che la gente poga e fa casino senza sentire davvero la musica. Già dopo il concerto venne gente a parlarci e a offrirci altre date, addirittura ci offrirono di andare a Barcellona il mese successivo. Quindi abbiamo fatto una lunga serie di date in quasi tutti i club di Londra e da lì in poi in tutto il mondo. Per esempio a gennaio saremo al Big Day Out in Nuova Zelanda e Australia, suoneremo assieme a Stooges, Grinderman, Black Keys o anche i Primal Scream. Tutto questo è accaduto in poco più di due anni, non ce lo saremmo mai aspettati quando entrammo in quella sala prove… Quindi non si può parlare di una vera e propria scintilla, è stato qualcosa che è andato crescendo sempre più, fino ad ora.

Fabio Pozzi
Fabio Pozzi
Fabio Pozzi, classe 1984, sopravvive alla Brianza velenosa rifugiandosi nella musica. Già che c'è inizia pure a scrivere di concerti e dischi, dapprima in solitaria nella blogosfera, poi approdando a Indie-Eye e su un paio di altri siti.

ARTICOLI SIMILI

INDIE-EYE SHOWREEL

i più visti

VIDEOCLIP

Flying Lotus – Ready Err not: il video di David Firth

Flying Lotus si affida all'animatore David Firth per il suo nuovo video

Andrea Zanza Zingoni – Dirigibili e Rivoluzioni: il videoclip in anteprima

Andrea Zanza Zingoni, musicista toscano attivo sin dai primi anni novanta, dopo progetti come Hyenas, RitmeniaZoo e i più recenti NoN, produce la sua prima avventura solista. "Dormire Sonni Tranquilli", con distribuzione Audioglobe, è anticipato dal videoclip di "Dirigibili e Rivoluzioni". Lo presentiamo in anteprima su Indie-eye Videoclip, in attesa di poter parlare approfonditamente dell'album con un Podcast esclusivo. L'album sarà presentato il prossimo 7 giugno alle ore 18:30 a Firenze, con uno showcase presso la libreria "Il libraccio"

Get Up: l’anteprima esclusiva del nuovo video dei Clipping

In contemporanea con Stereogum, in collaborazione con Sub Pop e Kizmaiaz ecco l'anteprima lancio in esclusiva per l'italia dell'ultimo video dei Clipping "Get Up"

Villa. Torbido è il video diretto da Christoph Brehme in anteprima esclusiva su Indie-eye

"Torbido" è il nuovo singolo di "Villa", moniker dietro al quale opera Roberto Villa, bassista e musicista coltissimo già con i Ronin, Giacomo Toni, Emma Morton. Indie-eye presenta e promuove in esclusiva il videoclip realizzato dal regista di Potsdam naturalizzato forlivese Christoph Brehme. Animazione, stop motion ma anche documentario scientifico che incontra le meraviglie dell'invisibile. Tra la memoria delle avanguardie e un linguaggio organico.

The Best International Music Videos of 2019 – Top 10

The Best international Music Videos of 2019. Top Ten from indie-eye VIDEOCLIP, the first italian magazine with a web portal entirely dedicated to music videos on the side of videomakers. First pick SebastiAn's "Thirst", directed by Gaspar Noé, second pick, Madonna's "God Control" - directed by Jonas Åkerlund, third pick, The Jungle Giants' “Heavy Hearted”, directed by Schall & Schnabel. fourth pick, Kim Gordon's "Air BnB" directed By Kim Gordon, fifth pick Lana Del Rey's "Doin' Time" directed by Rich Lee, sixth pick Foals' "Exits" directed by Albert Moya, seventh pick Kaho Nakamura's "Kittone!" directed by Sivan Kidron, eight pick Clipping's "Blood on the fang" directed by Lars Jan, ninth pick The Killers' "Land of the Free" directed by Spike Lee, tenth pick Smoky Mo's "Moziarty" directed by Andrey Trevgoda

INDIE-EYE SU YOUTUBE

TOP NEWS

IRuna – Fuori Tempo, il videoclip di Maurizio Montesi

Fuori Tempo, la contagiosa danza di IRuna per le strade di Roma nel bel video di Maurizio Montesi.

The Fall – Imperial Wax Solvent – il doppio vinile limitato esce ad ottobre

Imperial Wax Solvent è lo splendido album dei The Fall pubblicato nel 2008. Cherry Red lo ripubblica in doppio vinile, includendo la versione scartata dal mix conclusivo. Imperdibile

Iggy And The Stooges – “You think you’re bad, Man?” – Cinque live inediti. Il box da collezione

"You think you're bad, Man?" è il nuovo box da collezione con 5 cd che include cinque live inediti di Iggy and The Stooges del periodo "Raw Power"

Dj Gengis, Un’altra Brasca: il videoclip d’animazione di Racoon Studio

Racoon Studio realizza il nuovo video d'animazione per Dj Gengis

Bon Iver – AUATC, il videoclip di Aaron Anderson & Eric Timothy Carlson

Aaron Anderson & Eric Timothy Carlson, premiatissimi art director per Bon Iver, realizzano il nuovo video per AUATC a fini benefici.

ECONTENT AWARD 2015