giovedì, Dicembre 2, 2021

Hexenschuss – Gobbledegook: la recensione

Congiunzioni binarie. Tel Aviv e Amsterdam, tastiere e batteria. Gli Hexenschuss sono un duo strumentale dedito ad un’EBM che dalla lezione Deutsch-Amerikanische Freundschaft prendono sopratutto gli elementi elettronici per scarnificarli e riferirsi maggiormente al decennio precedente, quello della musica teutonica tra psichedelia, paesaggi sintetici ed elettronica analogica. Più kraut che industrial quindi e già al secondo album dopo il debutto del 2014, gli Hexenschuss mettono insieme il tribalismo punk di formazioni come This Heat, Wire e The Fall e lo combinano con le visioni dei primi Faust.

L’elemento EBM casomai viene favorito, come dicevamo all’inizio, per spingere l’elettronica analogica verso una dimensione dancefloor, tanto da determinare un collante ben preciso per tutta la loro musica, attraverso il groove. 

Un ibrido curioso, sicuramente derivativo, ma che trova forza nell’intelligenza combinatoria, attraverso la rilettura di due decenni diversi messi insieme a partire dalle tracce comuni, i punti di contatto, le analogie e le suggestioni. Sincretici.

Hexenschuss – Insert

Bruno Martini
Bruno: una laurea in scienze politiche, musica italiana tra gli ascolti principali, e un amore viscerale per tutte le british invasion

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