giovedì, Settembre 24, 2020

Uochi Toki – Libro Audio: la recensione

Quando si parla di tumori, in un dialogo ad esempio, nasce quasi sempre una contesa tra gli interlocutori: «io sono più salutista, io li prevengo meglio, il fumo non fa male quanto lo fa la tua pessima alimentazione»…”

Queste le prime parole che si ascoltano su Libro Audio, quinto disco degli Uochi Toki, dopo una quindicina di secondi a base di rumorosi ronzii analogici. Uno pensa: cominciamo bene. In effetti sì, cominciamo benissimo. Il cinico apre, a parere di chi scrive, uno dei migliori dischi di musica italiana ascoltati di recente: una batteria cadenzata e i bassi che pompano aggressivi sulla base di Rico fanno da sfondo all’incontrollabile sproloquio di Napo, in quello che sembra un bislacco invito ad assaporare la vita (“…se ho il 70% di possibilità di guarire da una malattia, che tra parentesi non ho ancora contratto, faccio in modo che il restante 30% venga speso facendo passeggiate nel bosco, visto che da morto di certo non ne avrò possibilità…”).

Il pretesto per la genesi dell’opera è il seguente: Rico chiede a Napo di scrivere dei testi partendo non già da esperienze vissute in prima persona, bensì descrivendo situazioni immaginate, in modo da dare origine ad una sorta di narrativa Rap – da qui il titolo dell’album. L’operazione riesce solo per metà, letteralmente. Nella prima parte del disco i protagonisti dei testi sono ancora Napo, i suoi amici e nemici, i suoi parenti; le situazioni descritte sono ancora saldamente ancorate all’ambito del personale e del vissuto. A partire da il non-illuminato, però, l’atmosfera cambia impercettibilmente e si comincia ad entrare nel territorio della fantasia, sebbene in molti casi si tratti ancora di fantasie verosimili o di sogni. Quello che ne esce è una sorta di concept, ben illustrato dal diagramma presente all’interno del booklet: un percorso progressivo che da una realtà complicata e a tratti incredibile ci trasporta all’interno di un immaginario impossibile e tuttavia credibile. Di conseguenza la linea di demarcazione fra realtà e fantasia, in questa opera dalle velleità concettuali, è sottile e permeabile. Quasi impercettibile. Anche alcune delle situazione immaginate potrebbero, in potenza, rivelarsi vere. Semplicemente, i personaggi che le vivono hanno minori vincoli e maggiore libertà di azione proprio perché partoriti della fantasia.

Dopo la traccia di apertura il disco prosegue senza tregua o esclusione di colpi: basi massicce, dure, non compromissorie (devastante quella de il ballerino); testi che sputano sentenze contro tutto e tutti sulla prima facciata; astratti, al limite dell’ermetismo sulla seconda, ma sempre mossi da un’intelligenza pungente (geniale la narrazione del proprio albero genealogico ne il nonno, il bisnonno). Splendida, in questo senso, l’osservatore/l’osservatore 1, apologia della capacità di immaginare, ritenuta un passatempo più interessante della realtà; opposizione ad una forma di pensiero generalmente diffusa che privilegia sempre e comunque il pratico. La canzone potrebbe essere vista come il cardine dell’intera opera per come i piani dell’immaginario e del reale, del sonno e della veglia, si confondono progressivamente. Si parte con un elogio della “parte destra del cervello”; a poco a poco però la fantasia prende il sopravvento (“…Comincio a vedere cose che non esistono…”) ed eventi solo immaginati vengono presentati come realmente accaduti (“… Al funerale di mio nonno… Mio nonno apre la bara e mi indica fra lo stupore parentale. Mi dice: «Hai ragione, ti sarà sempre più difficile separare il piano immaginario da quello pratico, quindi fai in modo che si permeino, si permutino, che collassino». Grazie nonno, sapevo che non eri solo buono a brontolare e a picchiare mio padre, hai cambiato la realtà con un tocco. Intorno a me succedono cose che non esistono…”).

Meravigliose e sempre perfettamente calzanti le basi di Rico, che sottolineano di volta in volta i testi con atmosfere contestuali agli episodi narrati. E così nell’osservatore… la cadenza è oppressiva e sottilmente onirica, le batterie alternano tempi lentissimi ad improvvise accelerazioni. La successiva il ladro, uno degli apici musicali dell’intero disco, presenta invece un motivetto inquietante che ben si adatta alla fantasia di delitto illustrata da Napo. L’immaginazione cavalca ormai a ruota libera tratteggiando figure dai tratti verosimili, come il ragazzino disadattato che trova nel fuoco la sua illuminazione (il piromane), il duellante fatalista perché condannato in ogni caso dalla tisi (lo spadaccino), l’insospettabile che si rivela pazzo omicida (la bestia). In altri casi, invece, i personaggi sono totalmente fuori dalle righe, come lo stregone che resuscita i suicidi affetti dal male di vivere (il necromante) o l’alienato protagonista de il claustrofilo, altra traccia eccelsa in cui Napo espone le sue immaginarie “memorie dal sottosuolo”. Si figura architetto che rifiuta il mondo di superficie, ridisegnando i confini del reale sulla violentissima e incalzante base di Rico. Verso la fine del pezzo il rapper comincia a sputare frasi in sincrono con le pulsazioni elettroniche ed è un altro dei momenti di massima esaltazione dell’album.

Libro Audio dimostra come quella degli Uochi Toki rimanga una voce fuori dal coro nel contesto dell’Hip Hop italiano. Un’esperienza singolare da gustarsi anche dal vivo, come i due hanno confermato di recente grazie ad una intensa performance matinèe all’Italia Wave Love Festival di Livorno. In conclusione, non c’è molto altro che io possa aggiungere: questo è un ottimo disco. Compratelo.

Federico Fragasso
Federico Fragasso
Federico Fragasso è giornalista free-lance, non-musicista, ascoltatore, spettatore, stratega obliquo, esegeta del rumore bianco

ARTICOLI SIMILI

INDIE-EYE SHOWREEL

i più visti

VIDEOCLIP

Jive Babe, il video foot fetish di Jack Whiteley

Il nuovo video di Jack Whiteley per Mikhael Paskalev è un trionfo foot fetish da non perdere

John Malkovich nel videoclip di AaRon: Blouson Noir

John Malkovich nel nuovo video degli AaRon

“Noir designer” di Vonny del Fresco, il video di mssv work

Noir Designer il video di Vonny del fresco

The Staches – il video di “Space is a Lover” in esclusiva su indie-eye

The Staches, band svizzera dedita ad un post punk verace e sghembo. Indie-eye presenta in anteprima esclusiva il videoclip di "Space is a lover"

Filiamotsa – The little shop: il videoclip in anteprima esclusiva

Il duo francese Filamotsa a capo di un grande ensamble strumentale pubblicano il nuovo album con la voce del mitico GW Sok, cantante storico dei seminali The Ex. Indie-eye presenta in anteprima esclusiva il video di "The Little shop" estratto dal recente "Like it is"

INDIE-EYE SU YOUTUBE

TOP NEWS

IRuna – Fuori Tempo, il videoclip di Maurizio Montesi

Fuori Tempo, la contagiosa danza di IRuna per le strade di Roma nel bel video di Maurizio Montesi.

The Fall – Imperial Wax Solvent – il doppio vinile limitato esce ad ottobre

Imperial Wax Solvent è lo splendido album dei The Fall pubblicato nel 2008. Cherry Red lo ripubblica in doppio vinile, includendo la versione scartata dal mix conclusivo. Imperdibile

Iggy And The Stooges – “You think you’re bad, Man?” – Cinque live inediti. Il box da collezione

"You think you're bad, Man?" è il nuovo box da collezione con 5 cd che include cinque live inediti di Iggy and The Stooges del periodo "Raw Power"

Dj Gengis, Un’altra Brasca: il videoclip d’animazione di Racoon Studio

Racoon Studio realizza il nuovo video d'animazione per Dj Gengis

Bon Iver – AUATC, il videoclip di Aaron Anderson & Eric Timothy Carlson

Aaron Anderson & Eric Timothy Carlson, premiatissimi art director per Bon Iver, realizzano il nuovo video per AUATC a fini benefici.

ECONTENT AWARD 2015