Zebra – Tango: la recensione

Secondo Ep per gli Zebra. Tango conferma le loro capacità di strutturare convincenti brani pop, tra psichedelia dilatata e schizofrenia dancefloor, rigorosamente elettrica. La recensione dell'EP e il video di Tropical curato da Studio Frames

Dopo un primo Ep pubblicato nel 2014, gli Zebra hanno avuto l’opportunità di condividere il palco con artisti come Editors, Yakamoto Kotzuga, Universal Sex Arena, Cosmo, Be Forest, Soviet Soviet, Giungla, Ministri, Recondite, Iosonouncane, Fast Animals and Slow Kids e Osc2x.
Questo li incoraggia a provarci con un secondo Ep, Tango, registrato nella primavera del 2016 e pubblicato a marzo 2017.
Prodotto e mixato al lemon studio da Edoardo Pellizzari, con il master di Giovanni Versari presso La Maestà studio, il nuovo lavoro del trio conferma le capacità di strutturare convincenti brani pop, arricchiti da un approccio visionario e dilatato che ricorda la psichedelia simmetrica dei The Church, a cui aggiungono in alcune tracce una lieve tendenza dancefloor che non cambia di un millimetro le loro propensioni elettriche, come per esempio in “Branco“, uno dei brani più riusciti del lotto. Le premesse ci sono tutte, li aspettiamo con la prova sulla lunga distanza.

A lanciare l’album, il video di “Tropical”, curato da Studio Frames

Alessandro Allori
Alessandro Allori
Dal 2003, anno della sua Laurea in Scienze Politiche Alessandro Allori si è dedicato dedicato al campo della comunicazione, del marketing e del giornalismo. Ha collaborato con numerosi settimanali e si occupa di marketing e contenuti redazionali per alcune agenzie di comunicazione.