martedì, Aprile 13, 2021

Billions of Comrades – Rondate: la recensione

Tornano i Billions Of Comrades con un nuovo album. La formazione di Tubize, Belgio, aveva pubblicato un album nel 2013 intitolato “Grain”, accolto in patria con molto favore.

Rondate mantiene le promesse degli esordi e sopratutto il sostegno di un ingegnere del suono come Gilles Mortiaux, che a questo giro allarga lo spettro espressivo della band.

Al centro la voce di Johnathan Manzitto, il cui rimando al falsetto di Robert Smith è chiarissimo, ma allo stesso modo un’occasione per giocare con divertita ironia su quello stesso stereotipo. La musica dei Billions non ha niente ha a che fare con la wave degli anni ottanta, né con altre band coeve che per certi versi reinventano quell’estetica (Xiu Xiu in primis). Il post rock dei belgi è un mix riuscitissimo tra hard-core, math-rock e punk e se dovessimo pensare ad un riferimento forse ci verrebbe in mente l’eclettismo anarchico dei The Fall, sopratutto per gli intarsi sperimentali tra vocalità e riff, parti elettriche e parti vocali, in una direzione spesso cacofonica che rende il “lessema” volutamente incomprensibile (Posse, Rondate, Moak). Ma al di là della vena sperimentale, che informa almeno il cinquanta per cento della proposta, la band punta con notevole solidità sulla struttura dei brani, trainati da una imponente forma drammatica e allo stesso tempo grottesca, la stessa che racconta il mondo capovolto di Minor, il video che lancia il nuovo album dei Billions of Comrades dove convivono gioco e orrore, infantilismo e compulsione, umano e animale.

Billions Of Comrades – Minor [Official Music Video]

Ugo Carpi
Uogo Carpi ascolta e scrive per passione. Predilige il rock selvaggio, rumoroso, fatto con il sangue e con il cuore.

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