giovedì, Luglio 29, 2021

Franco Battiato di Aldo Nove: la recensione del libro

Quella che Aldo Nove dedica a Battiato è molto più di una Biografia. Accurata e poetica, sfiora la qualità del romanzo, come racconto molteplice e possibile. Nel riscoprire il percorso del musicista siciliano, dagli esordi fino a "Torneremo Ancora", Aldo Nove parla anche di se stesso e delle proprie epifanie.

Inizia umilmente con le parole di Fabio Zuffanti il bel volume che Aldo Nove ha dedicato alla vita e all’opera di Franco Battiato. Definito dallo scrittore di Viggiù come il miglior biografo del musicista siciliano, questi definisce l’autore di “Povera Patria” come uno dei più grandi compositori d’Italia, al pari di musicisti immortali come Verdi, Puccini, Vivaldi. 

Per Aldo Nove iniziare con le parole di un altro autore segue quel senso di “smarrimento” che Battiato stesso ha sempre praticato, usando lo strumento della citazione come forma di metalinguaggio o di detournament, ma soprattutto come straordinario mezzo di apertura del discorso verso il molteplice. 

Stupore quindi, come perno da tenere fisso al centro per passare dallo stato di sogno a quello di veglia, dal mondo materiale ed empirico fino a quelli lontanissimi che il musicista siciliano ha sempre cercato di sondare, come primo e ultimo dei sincretisti tra gli artisti italiani. 

Ecco che il racconto di Nove cerca di situarsi nello stesso solco, intrecciando la biografia con l’autobiografia, la Storia con l’esperienza personale.

Il mondo orientale di Battiato in fondo, si manifesta davanti agli occhi di bambino dello scrittore, attraverso la magica scatola catodica, durante un pomeriggio di provincia. Quella provincia Nove la descrive benissimo, raccontando un mondo vicino e allo stesso tempo siderale, dove le comunicazioni non erano iper-connesse, il catalogo Postal Market ancora strumento di conoscenza carnale, con le sue pagine dedicate all’abbigliamento intimo e alle modelle con il piede nudo inarcato, anni dove la distanza era normalità e conquista di uno spazio “altro”. 

Nove descrive i confini di un mondo perduto, a modo suo ma cercando una connessione stretta con quello di Battiato. La visione e l’ascolto di “Sequenze e frequenze” estratto da “Sulle Corde di Aries” spezza quel torpore quotidiano e tocca profondamente lo scrittore ancora fanciullo. Dal catodo promana un altro spaziotempo, che Aldo Nove descrive come esperienza dilatata della coscienza, dettagliando ogni momento percettivo. 

Un primo capitolo fondamentale per affrontare questa biografia atipica, che nel penetrare le occorrenze storiche e artistiche, ne dilata i confini, uscendo spesso dalla cornice dei fatti per individuare i colori, gli odori, i volti e lo spirito delle persone che hanno attraversato la vita e la carriera di Franco Battiato.

Ecco che la biografia diventa romanzo e a Nove servono pochi elementi e fonti primarie, come gli estratti da “Tecnica Mista su Tappeto” o le interviste recuperate, per aprire un mondo di fenomeni ed extra-fenomeni.

Nella costruzione narrativa tessuta dallo scrittore, la digressione serve ad arricchire la tramatura dell’ordito, ecco che può attardarsi sul concetto di tempiternità formulato da Raimon Panikkar, in modo da far emergere connessioni interne alla formazione dello stesso Battiato, ma allo stesso tempo esterne, tanto da consentire al lettore di ricostruire e costruirsi un percorso ermeneutico ricco e possibile.

La scrittura di Nove reagisce alle numerose metanarrazioni disseminate da Battiato durante la sua carriera e se “Perdutoamor“, il suo film d’esordio dietro la macchina da presa, gli serve per tracciare un confronto vivo con l’infanzia e l’adolescenza del musicista siciliano, lo scrittore di Viggiù parla anche di se stesso, della sua formazione, a partire dal solaio della nonna, dove nei primi anni settanta scopre in dischi in vinile a 78 giri, epifanie da un mondo parallelo che sollecitano i primi stimoli poetici. Tra questi alcuni Flexy Disc e gli allegati alla settimana enigmistica, i dischi di “Francesco Battiato e gli enigmisti“, fresche e dolci melodie d’amore che il poeta assimila e ama da subito.
Da qui risale lungo i rivoli del fiume Battiato, percorrendone il tracciato artistico con incessanti riferimenti all’esperienza personale, in un dialogo continuo tra ammirazione e percezione, scavo interiore e ricerca, che include un pezzo di storia della cultura del nostro paese.

Allora c’è Aldo Nove quindicenne che scopre a posteriori nel 1982 le canzoni d’amore di Battiato (E’ L’amore, fumo di una sigaretta…) raccolte e pubblicate dalla Curcio Editore per la collana Superstar nel periodo del suo gande successo popolare. C’è tutto il Battiato del periodo più esplicitamente di ricerca che emerge molte volte, con una cronologia spezzata, che va avanti e torna indietro, come legame speciale che Nove stesso rintraccia con quelle intuizioni sonore. Ci sono tutte le persone che hanno rappresentato molto per Battiato, come i primi incontri con Camisasca, Piero Massara, fondatore della seminale Bla Bla, Gianni Sassi della storica Cramps, tutte amicizie umane e artistiche incontrate da Battiato a partire dal periodo della naja.

E se i capitoli dedicati a “Fetus” e “Pollution” si muovono tra accuratezza storica e la capacità di fare emergere un percorso visionario unico, le piccole, preziose digressioni legate ai musicisti che hanno contribuito a delineare le scelte di Battiato, sono folgoranti ritratti di vita che aiutano a comprendere quanto la trilogia del successo e il periodo più sperimentale, siano connessi da un’idea di movimento e trasformazione coerentissima.

Splendido per esempio il capitolo dedicato a “Per Elisa“, dove si racconta la genesi di una relazione artistica e umana straordinaria come quella tra Alice e Battiato e dove si sfatano alcune mitologie sul brano che conquisto l’edizione 1981 del Festival di Sanremo.

Altrettanto bello il segmento dedicato a Giusto Pio, dove si descrive un sodalizio umano e artistico che sarà importantissimo per il Battiato degli anni ottanta.

Per Nove, che ne segue il percorso fino alla splendida e commovente “Torneremo Ancora“, Battiato abbatte tutte le cornici e le etichette, la sua musica rifiuta qualsiasi incasellamento, librandosi in pura e libera trascendenza.

E nei continui, spesso nascosti oppure esplicitati, riferimenti al percorso esoterico del nostro, inclusa l’amicizia con Roberto Calasso e Fleur Jaeggy, a cui dedica un bellissimo capitolo che racconta di “Fleurs” e della connessione affettiva e affettuosa di Battiato con la poetessa svizzera, si colloca anche “La lettera a Franco Battiato” che conclude il volume. Parole rimaste in sospeso dove Aldo Nove racconta il silenzio degli ultimi anni nella carriera del musicista siciliano. Un silenzio in realtà denso e pregno di significato, dove i ritmi da inseguire non sono più quelli della materia.

Gnosi personale se si vuole, quella di Aldo Nove che racconta Battiato, rispettosa e personale allo stesso tempo, alla ricerca di quel bianco che ci separa dalla morte sulla terra e che riesce ad intrecciare un commuovente omaggio, con l’attenzione alla propria storia e alle proprie radici.

Franco Battiato di Aldo Nove sul sito Sperling & Kupfer

Franco Battiato di Aldo Nove – Sperling & Kupfer 14×21 cm Brossura 256 pagine
Prezzo: 17, 90 Euro, il libreria dal 27 Ottobre 2020

La facoltà dello stupore: è questo il nucleo attorno al quale orbita l’intera esperienza artistica di Franco Battiato, la matrice che accomuna tutti i brani della sua vastissima produzione. La sua musica è un dono, un invito a smarrirsi per poi ritrovarsi; è un’esortazione a sperimentare continue incursioni in un altrove sconosciuto, negli infiniti «mondi lontanissimi» che possono aprirsi lungo il cammino delle nostre vite. Ed è proprio questo «senso di stupore inaudito» il sentimento dal quale prende le mosse Aldo Nove per ripercorrere la parabola umana e creativa del musicista siciliano e illuminare le incessanti peregrinazioni dello spirito che la alimentano. Nelle pagine di Franco Battiato, di Aldo Nove, edito da Sperling & Kupfer, si ha modo di conoscere un giovanissimo Battiato che a Riposto, in Sicilia, trascorre interi pomeriggi ad ascoltare i suoni della natura, con l’inquietudine di chi ha sempre voglia di andare via; anni dopo, a Roma, lo si vede incassare il «le faremo sapere» dei discografici, per poi seguirlo a Milano, dove muoverà i primi passi nel mondo della musica e si imporrà all’attenzione del pubblico e della critica come una delle voci più originali del momento. Si legge di incontri sorprendenti, di turbamenti capaci di trasformarsi in musiche e parole, in suoni che sembrano provenire dal recesso dell’anima e hanno la forza di dilatare il tempo e lo spazio. Il lettore viene condotto per mano nei meandri dell’opera di uno dei più grandi geni della musica contemporanea e sarà chiamato a cogliere i «frammenti dell’infinito» disseminati lungo un percorso musicale ed esistenziale di rara intensità. Infine, si leggono le parole d’amore e di riconoscenza di un grande scrittore nei confronti di un uomo in grado come pochi altri di trascendere i confini, di guardare oltre le cose.

ALDO NOVE è nato a Viggiù, in provincia di Varese, nel 1967. Il suo primo libro, Woobinda, è stato pubblicato da Castelvecchi nel 1996. Per Einaudi sono apparsi Puerto Plata Market (1997), Superwoobinda (1998), Amore mio infinito (2000), La più grande balena morta della Lombardia (2004), Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese… (2006) e La vita oscena (2010). Nel 2014 ha pubblicato per Bompiani Tutta la luce del mondo e l’anno dopo ha dato alle stampe per Mondadori Electa Un bambino piangeva. Nel 2016 è uscito Anteprima mondiale per La nave di Teseo e nel 2018 Il professore di Viggiù per Bompiani. Nella «Collezione di poesia» Einaudi sono usciti Nelle galassie oggi come oggi. Covers (2001), Maria (2007), A schemi di costellazioni (2010), Addio mio Novecento (2014), Poemetti della sera (2020).

Michele Faggi
Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.

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Aldo Nove dedica una sentita biografia a Franco Battiato, ma nel parlare del musicista siciliano, parla di un tempo perduto e delle proprie radici, in uno splendido percorso tra l'omaggio e il romanzo.

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