Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Pietre, girato da Stefano Poggioni e dal collettivo di creativi The Factory PRD per Paolo Benvegnù è uno dei video più potenti del momento. 

Di

Il nuovo video di Stefano Poggioni e del “collettivo” The Factory PRD si intitola “Pietre” ed è possibile vederlo in anteprima sulle pagine del Corriere.it e sul canale youtube di Italians Do it better, giusto per confermare la volatilità del concetto di “anteprima esclusiva” nell’era delle piattaforme di condivisione, dove tutto “trapela”. In entrambi i casi si sono dimenticati di citare nome del regista, di creditare la produzione e di raccontare qualche dettaglio in più sulle location scelte da Poggioni e dalla sua crew tecnica, proprio il giorno successivo alla decisione di Dario Franceschini di “correggere” il decreto sulle agevolazioni fiscali destinate alle opere della creatività. Il videoclip sale sul podio delle opere d’arte a 36 anni di distanza dal lancio della toscana videomusic di Pier Luigi Stefani e Marialina Marcucci; servirà a cambiare lessico e consolidate attitudini promozionali, ci chiedevamo, al di là di rischiosissime coccarde?

Girato nella Cavea del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino – scrive Benvegnù o chi per lui, sulla pagina facebook ufficiale –  il videoclip che accompagna il brano è diretto da Stefano Poggioni. In un non luogo, uno spazio totalmente grigio e simmetrico. Una quieta riflessione interiore, in cui il tempo è sospeso e tutto sembra immobile, statico, proprio come una pietra

Poggioni & C. interpretano in modo estremo gli spazi ideati da Paolo Desideri, esaltandone da una parte la qualità urbana, ma con un movimento opposto alle intenzioni funzionali del progetto, perfettamente inserito nella storia sociale della tecnologia, rilevano il contrasto insanabile tra umanesimo e tecnica con l’incorporazione del corpo Benvegnù, pietra tra le pietre.

Ricerca impossibile di una  physis aspra, accentuata da un colore desaturato verso il bianco e nero che scolpisce, letteralmente, la stessa figura del cantautore milanese. “Animale incompleto”, l’individuo perde le qualità personali e trova nel silenzio delle pietre una distanza raggelante dal pericolo delle utopie. 
Inquieta e colpisce il dialogo tra le immagini di Poggioni e i suoni di “Pietre”, uno dei brani più riusciti di Benvegnù dai tempi di “500”, dove la capacità di asciugare la tensione drammatica sembra frutto di un equilibrio raggiunto, anche per il collettivo di creativi toscani. 

Il video musicale, forma ibrida per eccellenza, votata per storia ed occorrenze di mercato ad una fruizione distratta, come raccontavamo da questa parte, è sempre un luogo di convergenza, proprio per questo l’ipostasi dell’opera d’arte benedetta dalle istituzioni genera qualche dubbio, al di là di questioni meramente operative. 

Quel luogo di incontro è spesso una sintesi complessa che disinnesca di volta in volta la cornice analitica; performing arts, danza, video arte e in ultima istanza, Cinema o quel che ne rimane. Per quanto mi riguarda, “Pietre” si candida come uno dei video più potenti del momento, se intendiamo il termine nella sua provvisorietà.

 

 

Michele Faggi

Michele Faggi

Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.