lunedì, Ottobre 25, 2021

The Cure – A letter to Elise, il videoclip di Aubrey Powell: recensione

Il 5 ottobre del 1992 usciva "A letter to elise" terzo e ultimo singolo tratto da "Wish", il nono album dei The Cure. A dirigere il videoclip, Aubrey Powell, storico designer e mente creativa dietro il mitico studio Hipgnosis. Vi raccontiamo il making del video a 29 anni di distanza.

Robert Smith stava attraversando un difficile periodo di depressione durante la stesura dei brani che avrebbero costituito il nono album dei The Cure intitolato “Wish“. “A Letter to Elise” in particolare, viene definita dal musicista britannico come una canzone sulla rassegnazione. Ispirata a Les Enfants terribles, il romanzo di Jean Cocteau, recupera quel senso di isolamento dei giovani protagonisti e lo fonde con lo spirito di un’altra lettera, quella scritta da David Bowie a Hermione Farthingale nella sua “A letter to Hermione“. Per Smith, il suo brano pende maggiormente dalla parte del flusso di coscienza, con molti riferimenti personali e l’idea di fondo che la rassegnazione emerga di fronte all’inevitabilità dei cambiamenti.

In effetti, affrontata letteralmente è la storia di una separazione o di un abbandono, ma che assume a poco a poco le caratteristiche di un viaggio interiore, come sovente accade nei brani scritti da Smith per i Cure.

Il video della canzone fu realizzato tra il 18 e il 19 luglio del 1992 e filmato durante il soundcheck al Palace di Auburn Hills, nel Michigan. A dirigerlo è Aubrey Powell, una delle due menti straordinarie dietro lo studio Hipgnosis, co-fondato nel 1967 insieme a Storm Thorgerson. La carriera di Powell si allarga dal design ai video intorno ai primi anni ottanta, con la fondazione della Green Back Films con la quale dirige moltissime clip. L’estro delle copertine e degli artwork realizzati negli anni settanta non è indicativo per comprendere il lavoro di Powell regista, che sostanzialmente rimane un autore di live. Con i Cure in particolare collaborerà per The Cure Show.

A letter to Elise” è quindi un video live, ma molto particolare, senza pubblico e con il teatro vuoto, la troupe entra in campo e instaura una dialettica tra l’immagine filmata di Robert Smith, virata in un bianconero elettronico e quella effettiva a colori.
Nel continuo gioco di rimandi personali e interiori del testo, le immagini funzionano come uno specchio che scompone e riflette la performance dal vivo come un insieme specifico di gesti.

The Cure – “A letter to Elise” – Dir: Aubrey Powell (1992)

Donatella Bonato
Veneta, appassionata di tutti quei suoni che alterano la percezione, si è laureata in storia dell'arte nel 2010 e alterna la scrittura critico-musicale al lavoro per alcune fondazioni storiche.

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