Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Nicola Manzan, aka Bologna Violenta rilascia un' intervista in cui parla di musica, ma soprattutto di cinema, quello che ispira il suo lavoro. Una reinterpretazione in chiave Grind Core dei B-Movies anni 70 

Luglio 27th, 2010
Bologna Violenta, la foto-intervista @ Italia wave 2010

Di

Qual è il valore estetico che possiamo attribuire al “Trionfo della Morte”, alla violenza esplicita, alla volgarità più ostentata? Per quale motivo molti artisti non certo ignoranti hanno scelto questa soluzione espressiva?

Guarda, io non sono assolutamente un violento e non ho mai fatto a botte in vita mia. Però la vita è violenta e come. Può capitarti il giorno più bello di sempre, dove tutto va a meraviglia. Poi magari attraversi la strada e un camionista ti schiaccia. E tu muori. Spappolato in mezzo alla strada. Pensa a me che sono in tour. Esperienza bellissima, ma potrei morire ogni minuto, sempre in autostrada come sono. Non riesco più a dormire nel furgone. Ci sono momenti in cui prendi schiaffi in faccia devastanti, dopo i quali difficilmente torni quello di prima. Le prime due canzoni di Nuovissimo Mondo spiegano proprio il mio significato di come funziona la vita. Si parte da una festa collettiva, dove i bambini iniziano ad essere divorati, in una escalation di violenza, arrivi ad un lungo digiuno finché la morte non trionfa.

Forse quindi il tuo modo di esprimerti esorcizza un po’ queste paure e questa violenza costante…

Esatto, pensa che ho visto di recente un Final Destination (non ricordo che numero), mi ha colpito molto il trailer, dove un tronco cade all’ improvviso su un camion. Ho pensato, la mia musica dev’ essere come quel tronco. Caderti addosso all’ improvviso e schiacciarti.

Parlando strettamente di cinema. Il revival dei B-Movies sarà un po’ moda?

Si, anche. Ho pensato ai poliziotteschi perché erano anni che pensavo ad un progetto “italiota”. Dopo tanti gruppi italiani in cui ho suonato che cantavano in inglese male, per sperare di sfondare all’ estero, volevo fare qualcosa in italiano, ma di quello dei luoghi comuni, e delle frasi assurde che solo quel tipo di film ci ha trasmesso. Poi come sai il nome deriva da una fase della mia vita decisamente brutta, in cui mi trovavo a Bologna. Dopo aver visto che di titoli di pellicole di allora con il suffisso “Violenta” c’ era Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, ma Bologna no, l’ ho scelto. C’ è solo La Polizia sconfitta che ha girato Bologna aka Bologna Violenta. Senti poi non sono alla fine un gran fan del genere, a parte qualcuno. Milano Odia è un gran bel film.

Parlando di poliziotteschi c’ è sempre la questione aperta su chi sia più rappresentativo tra Tomas Milian e Maurizio Merli…

E’ vero. Quando ho iniziato a vedere un po’ di questi film tifavo di brutto per Merli. Un uomo che si era fatto crescere i baffi e tinto i capelli di biondo solo per assomigliare di più a Franco Nero, costando meno. Ma era solo perché di Tomas Milian conoscevo solo il periodo con Bombolo, del commissario Giraldi e mi ero perso tutto il primo periodo. Ne La Banda del Gobbo è allucinante…

Me ne sono invaghito, e ne uso spesso i campioni. Mi sono serviti soprattutto per ampliare una scaletta che altrimenti, durava meno di venti minuti.

Ma dal vivo canti mai?

L’ altra sera ho cantato, durante il bis, volevo che il pubblico mi seguisse, ma non l’ ha fatto e li ho insultati. In realtà sono un musicista, non un cantante, suonare è il mio modo di esprimermi

Ti piacciono gli horror contemporanei visto che mi hai parlato di Final Destination?

Si, il problema è che ho pochissimo tempo per guardarli. Ho inziato a vedere Grotesque l’ altra sera…

Sei partito con uno bello tosto…

Cavoli, i giapponesi son pazzi.

Tornando alla musica, pensi che utilizzerai altri musicisti per le prossime cose?

La mia idea è quella di chiamare dei batteristi ed usare lo stesso procedimento dei cut up. Far loro fare dei tempi, poi ritagliarli, modificarli e riappicicarli insieme. Ma vediamo. La mia è una musica difficile

So che sei diventato anche parte integrante del Teatro degli Orrori.

Si, e ne sono molto felice, è un gruppo che mi piace un casino, potente, che finalmente canta in italiano con dei testi importanti. E’ veramente un piacere suonare con loro. Figata gigante. Dopo che sono andato a registrare con loro il violino in Maria Maddalena sono diventati il mio gruppo preferito. Stiamo facendo un tour tutto esaurito con la gente che canta i pezzi, è fighissimo.

 

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Michele Baldini

Michele Baldini

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