domenica, Maggio 9, 2021

Sacri Cuori – Rosario (Decor Records/Interbang Records, 2012)

sacri_cuori_rosario_lpSacri Cuori fanno musica da film, parlano poco e sussurrano molto, battono le mani sulla pelle delle ginocchia e su quella dei tamburi. Sono calienti come se fossero le anime di una fiesta messicana, trasognanti e ambiguamente collocati sulla rive gauche al modo degli Air (Sundown, Rosa). Rosario è la seconda tappa della band, a due anni dal fortunato disco di esordio Douglas & Dawn. Si presenta come un disco colmo di suggestioni, denso di rimandi verso ogni angolo di Europa, dalla riviera romagnola, passando per il cuore del vecchio continente, fino ai cartonati americani. Una sfilza di tracce accomunate da un certo spirito western e noir, talvolta intrisi nella tristezza di un circo balcanico, come nel caso di Sipario! altre volte puramente felliniani, come in Lido dove i richiami sono così forti da aspettarsi emergere prima o poi la voce languida de La Gradisca. Nel caleidoscopio artistico dei Sacri Cuori la citazione e il rimando non risultano mai eccessivi o invadenti, tantomeno didascalici. Certo, la ricerca della somiglianza rischia di diventare un gioco al ribasso, una sorta di caccia al tesoro mentale dove l’unico vincitore è l’ego dell’ascoltatore, ma Sacri Cuori sono bravi a tenere a bada il divagare fra la libreria della memoria. Sei potrebbe sembrare un calco dei Calibro 35, un’altra declinazione per Milano a mano armata, se non fosse per il colpo di coda sul finale della canzone, quella voce dall’accento dell’est che rompe le digressioni mentali, spezza i piani e un particolare, seppur piccolo, ad incrinare il quadro. Condotti sui valzer di El Conte e Non Tornerò, Rosario s’avvia verso la sua conclusione, cinto dal duplice abbraccio della versione alternativa di Lido e Teresita. Nati per volontà di Antonio Gramentieri, Sacri Cuori sono Antonio Gramentieri (chitarre) Francesco Giampaoli (basso), il polistrumentista Christian Ravaglioli e il batterista Diego Sapignoli e una serie di collaboratori fissi che ne ingrossano le fila. Fra questi, rientrano nel novero John Convertino, peraltro uno dei partecipanti per la realizzazione di Douglas & Dawn, e Isobel Campbell che presta la voce per la melodia di Silver Dollar, traccia d’apertura. Rosario sembra essere una raccolta, un monile da tenere vicino e sgranare poco alla volta, recitando via via i copioni di cui potrebbe essere l’adeguata colonna sonora.

[box title=”The Ruby Suns – Christopher (Memphis Industries, 2012)” color=”#5C0820″]

Vinci una copia originale di Rosario con il contest di Indie-eye.it

Sacri Cuori in rete

Tracklist:

Silver dollar | Fortuna | Quattro passi | Out of grace | Sipario! | Garrett, West | Where we left | Teresita | Garrett, East | El Conte | Sundown, Rosa | Lee-show | Lido | El gone | Sei | Non tornerò | Steamer | Lido (alt take) | Teresita (alt take) [/box]

Giulia Bertuzzi
Giulia vede la luce (al neon) tra le corsie dell'ospedale di Brescia. Studia in città nebbiose, cambia case, letti e comuni. Si laurea, diventa giornalista pubblicista. Da sempre macina chilometri per i concerti e guadagna spesso la prima fila.

ARTICOLI SIMILI

INDIE-EYE SHOWREEL

spot_img

i più visti

VIDEOCLIP

INDIE-EYE SU YOUTUBE

spot_img

TOP NEWS

ECONTENT AWARD 2015

spot_img