giovedì, Agosto 11, 2022

Kardia – No (Killer Pool, 2012)

Il percorso dei Kardia, band romana in attivo da più di dieci anni, suggeriva da tempo l’arrivo del fatidico slancio in avanti che avrebbe concretizzato gli immensi sforzi della formazione underground italiana. Dopo aver pubblicato due Ep, e un album uscito nel 2008 intitolato Kaleidocrist, i Kardia, capitanati dal singer bassista Paolo Alvano, ritornano con un full lenght dettagliato, corporeo e soprattutto convincente . Non a caso questo nuovo capitolo racchiude la natura più disinvolta e concreta della band, un istinto che hanno lasciato scorrere nelle undici tracce amplificandone la piacevole sensazione di libertà stilistica. La loro anima rebel, un vero e proprio marchio di fabbrica per i tre musicisti laziali, la ritroviamo anche in questo nuovo progetto al quale si aggiunge un micro mondo di pop new wave a far da cornice ad una scaletta fresca e scorrevole. Ad aprire le danze ci pensa la tesa e melodica La Stabilità, sorretta da un basso rotondo e martellante al quale si contrappone la pop oriented Etica, un miscuglio di atmosfere synth pop condite da una vivida ricerca della fluidità melodica che ritroviamo in Rondini. Quest’ultima rappresenta il passaggio più concreto del respiro internazionale che offrono queste incisioni, un atteggiamento che trova l’apogeo in Shooting Star, incisione anglofona dalle angolature ruvide e rockeggianti. Tocca alla trasognante e mistica Vertigine chiudere il disco in un concentrato nervoso di tastiere e percussioni dal potere spiazzante e avvolgente. I violenti passaggi del synth, attorcigliato ai fraseggi chitarristici di sano post rock, donano a questo full lenght una buona mistura sonica, una pregevole poliedricità che appartiene ai dischi ben riusciti. Una prova che si rifà molto alle realtà internazionali, come Depeche Mode, Nine Inch Nails e Muse, pur mantenendo un’identità delineata e personale, confermando l’ottima intesa musicale conquistata negli anni. Un’opera corale, coraggiosa e positivamente sfrontata la quale ci consegna la definitiva maturazione di una realtà valorosa e, soprattutto, made in Italy.

Paolo Pavone
Paolo Pavone
Paolo Pavone Vive, nasce, e cresce fra le risaie del nord italia, salvo una lunga parentesi nel regno unito. Torna per occuparsi, di giorno dell' arte e del design e di notte di musica e scrittura.

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