Tanlines – Volume On (Autoprodotto, 2010)

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Mai la definizione di debutto sulla lunga distanza si può considerare così rispettata come in questo caso. I Tanlines raccolgono tutto il materiale composto finora e lanciano sul mercato europeo questo doppio Volume On, con materiale di studio nel primo disco e remixes nel secondo. Il duo newyorkese arriva da esperienze importanti e divergenti: Jesse Cohen alle tastiere dei dance punk Professor Murder e Eric Emm al basso dei Don Caballero e dei venerati Storm and Stress. Qui uniti, si concedono a recondite e inimmaginabili passioni, rivisitando il tropicalismo in chiave pop con una strumentazione di poco dissimile da quella dei primi Depeche Mode, il tutto accelerato di svariati bpm. La formula convince, proprio perchè pone le distanze da Caetano Veloso e si ricongiunge fraternamente con il synth pop allo scopo di intrattenere senza pretese. Divertissement, ma con significativi distinguo. Innanzitutto Real Life va separata dal resto del primo disco. Se i Tanlines avessero come produzione standard canzoni come queste, saremmo a parlare di un gruppo che riesce a cogliere l’essenza malinconica dell’elettronica (tipico tratto britannico) condensata in liriche che la esternano con la quiet desperation radioheadiana (“for a minute i was lost / I looked away” non vi ricorda qualcosa?). Purtroppo non è così,  ma tutto il resto non è noia, anzi, si attesta però su differenti direttrici, spesso un pop tribale alla portata di tutti, si veda la spudoratamente appiccicosa Three Trees o la più sotterranea New Flowers. Del secondo cd salvo il Memory Tapes Remix di Real Life, più appropriata della versione ambient o acustica (due pasticci a dirla tutta) e la tamarra Bees (Capracara Remix). Forse troppo materiale dedicato ai fan per un disco che i fan li deve creare, ma in linea di massima c’è abbastanza passione per sperare in sviluppi interessanti.