Mondo Naif – Essere Sotterraneo (autoprodotto, 2012)

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Suppongo che i Mondo Naif prendano il loro nome dal brano dei Tre Allegri Ragazzi Morti presente su Piccolo intervento a vivo, ma questo è un falso indizio su ciò che si può sentire all’interno di Essere Sotterraneo. La vicinanza tra i Mondo Naif, trevisani, e i pordenonesi è infatti solo geografica. I suoni che ispirano i brani di Essere Sotterraneo arrivano sì dagli anni Novanta, ma dalla loro parte più aggressiva, debitrice verso il grunge e lo stoner. Suoni che in questi anni non sono al centro dell’attenzione, specie in Italia, dove invece ai tempi ebbero buoni rappresentanti, come ad esempio i Karma.

I Mondo Naif tentano quindi di riportare in auge quella rabbia, attualizzandola e, in alcuni episodi, inserendo spunti vicini a quelle che oggi sono le band di riferimento per la galassia alternative rock italiana, cioè Il teatro degli orrori (nel recitativo di Uno) e i Verdena (in Eloise, che sembra un out-take da Requiem, tant’è la somiglianza, e negli intermezzi strumentali come Aiutami, sono un ladro).

Il risultato di questa operazione è apprezzabile, l’energia fluisce verso l’ascoltatore con la giusta forza e decisione e alcuni spunti interessanti fanno capolino qua e là; ciò che manca è una coesione di fondo, dovuta probabilmente al fatto che le canzoni sono state scritte su un periodo di tre anni, ed il colpo del KO, il pezzo (magari anche più di uno) veramente in grado di stendere l’ascoltatore, ciò che in un album del genere ci deve essere.

Alcune canzoni si avvicinano però a questa impresa: ad esempio Come Me, molto zeppeliniana e con un buon testo, Violenta, che con la sua rocciosità mantiene le premesse del titolo, Boblaito, blues-rock di buona fattura, oppure Y Fire, con una prima parte dall’ottimo tiro rock’n’roll e un finale dilatato (forse troppo) nel segno della psichedelia.

Un buon esordio dunque quello dei Mondo Naif;  attendiamo prove future per capire l’evoluzione di questa storia rabbiosa rock’n’roll.

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I Mondo Naif su Myspace

Tex – Chitarra, imprecazioni. | Carlo – Batteria mancina, faccia. | Stefano – Voce, basso, urla.

Tracklist: Uno | La terra trema | Violenta | Deuteria | Città | Eloise | Aiutami, sono un ladro | Come me | Mario | Boblaito | Y Fire [/box]

Fabio Pozzi
Fabio Pozzi
Fabio Pozzi, classe 1984, sopravvive alla Brianza velenosa rifugiandosi nella musica. Già che c'è inizia pure a scrivere di concerti e dischi, dapprima in solitaria nella blogosfera, poi approdando a Indie-Eye e su un paio di altri siti.

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