giovedì, Aprile 18, 2024

Songs for Ulan: you must stay out

Songs For Ulan, la recensione dell'ultimo You Must Stay Out

La musica di Pietro de Cristofaro ha una forza intimista che ricorda il songwriting di Grant Hart, quello di Intolerance tanto per intendersi, sostenuto da una voce che funziona un po’ come il graffio sudicio di un Guy Kyser più morbido. Eppure qualsiasi riferimento possa servire a cristallizzare le sensazioni di un ascolto, You Must stay out, l’ultimo lavoro a nome Songs for Ulan licenziato da pochi giorni per StoutMusic di Alex Forniti, non si serve delle suggestioni di una cultura sonora e soprattutto compositiva come se si trattasse di un sostegno riconoscibile a cui affidarsi, la citazione è spazzata via dalla ri-composizione; in questo senso Secret Fires, l’unica cover del cd, è una rielaborazione crudele della poetica dei Gun Club che procede per erosione e separazione degli elementi verso l’idea di un folk disfunzionale, scabro e potente come le sue immagini originarie: Touch me through your screen door, I want to remember you, strappi di memoria soggettiva che si riproducono come visione dietro uno schermo; la dedica al nonno di Pietro, (in)visibile sotto l’alloggiamento del Cd e l’autoritratto angolare e nervoso dello stesso De Cristofaro minacciato da orologi, come cover-art. Trucchi del tempo che si trascinano nelle 11 tracce del cd, schizzi intimi e ballate sghembe affidate alla cura produttiva di Cesare Basile, alla collaborazione di Enzo Mirone, Fulvio di Nocera, Floro Pappalardo, alla partecipazione di Francesco Cantone e Tazio Iacobacci, allo spirito e alla ricerca sui resti della tradizione di Sepiatone, ovvero Hugo Race e Marta Collica. You Must stay out per l’osservatore distratto potrebbe muoversi, o dissolversi se preferite, all’interno di quella lunga traccia new-folk statunitense che parte dai Palace Brothers, passa dai Rex di C e ritorna alla forma classica con il romanticismo di Sam Beam; potrebbe appunto perchè quello che si respira è una forma più complessa e probabilmente più colta, che a mio avviso si riferisce ad alcuni fantasmi degli anni ’80 senza che questi si trasformino in simulacri o in riferimenti tombali, con un’ispirazione molto simile a quella dello splendido The For Carnation, senza l’elettronica di supporto e le influenze contemporary che nel caso di Brian McMahan provenivano direttamente dall’imaginario Gastr del sol. La traccia che Indie-eye propone, grazie alla disponibilità di StoutMusic, è una sintesi di queste intuizioni; l’ombra diabolica di Skip James, il blues che si trasforma in un motore inesorabile a là Bad Seeds, mentre il Jazz spastico e frammentato di una chitarra gioca con lo stesso linguaggio di Marc Ribot, da qui, la voce di Pietro minaccia l’assetto complessivo con un rantolo crudele e doloroso.Songs for ulan/ you must stay out (Stoutmusic // Audioglobe; 2006)

Michele Faggi
Michele Faggi
Michele Faggi è un videomaker, un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana e un Critico Cinematografico iscritto a SNCCI. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip e del mondo Podcast, che ha affrontato in varie forme e format. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.

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