sabato, Maggio 25, 2024

Baker Brothers, la foto-intervista @ Indie-Eye

Time To Testify è il nuovo album dei Baker Brothers, gruppo inglese che tra cambi di formazione (l’ultimo dei quali proprio prima della lavorazione del disco), collaborazioni varie e passaggi di etichetta è arrivato alla settima uscita ufficiale in dieci anni, restando sempre fedele al verbo funk, ma non per questo rinunciando ad osare e ad inserire elementi diversi nella propria musica. Il risultato è ancora una volta un’ora di grande black music, spinta da una sezione ritmica caldissima e impreziosita da interventi solisti jazzati capaci di dare quel tocco di classe in più. La band è passata da Milano, dal Lo-Fi precisamente, per l’unica data italiana (per ora) di presentazione dell’album. Abbiamo colto l’occasione per parlare un po’ con questa famiglia funk, rappresentata per l’occasione da Geoff Lai, il chitarrista, e Chris Pedley, basso e voce. Ecco cosa ci hanno detto su Time To Testify e molto altro.

Time To Testify esce per la Genki Brothers, che è un’etichetta giapponese, e per la Record Kicks, che invece è italiana. Cosa ci fa una band inglese su una label italiana?

G: La Record Kicks ci è sembrata la migliore tra quelle che abbiamo contattato, la più adatta a promuovere il nostro lavoro. C’erano un paio di etichette a Londra con cui abbiamo avuto contatti quando abbiamo iniziato a proporre il disco, ma la Record Kicks era quella più funk, e noi volevamo uscire per un’etichetta che fosse già esperta e conosciuta nel nostro ambito. È stata quindi la scelta giusta!

Abbiamo detto che l’altra label coinvolta è giapponese. In Giappone avete molti fan, come si può vedere dai video dei vostri live girati là. Come mai? Avete una spiegazione per questo successo in un paese così lontano?

G: Forse perché il manager della Genki ha lavorato con noi fin dall’inizio, ormai dieci anni fa, impegnandosi molto per promuoverci nella sua nazione. Quindi più o meno ogni anno abbiamo fatto uscire un disco in Giappone, alcuni dischi solo per quel mercato in particolare, e sono stati organizzati grossi show. Quindi il successo è dovuto a un grande lavoro e a un’ottima programmazione. Inoltre in Giappone amano tantissimo il jazz; sembra abbastanza strano, ma puoi trovare gente che suona jazz alle fermate degli autobus oppure mentre giri per una libreria in sottofondo puoi sentire John Coltrane o Miles Davis. Vanno veramente pazzi per questo genere, ma amano tutta la musica in generale.

Fabio Pozzi
Fabio Pozzi
Fabio Pozzi, classe 1984, sopravvive alla Brianza velenosa rifugiandosi nella musica. Già che c'è inizia pure a scrivere di concerti e dischi, dapprima in solitaria nella blogosfera, poi approdando a Indie-Eye e su un paio di altri siti.

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