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Handshake, molto garage e rock'n'roll. Tra gli ospiti delle prime eliminatorie del Rock Contest 2016. L'intervista 

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Lorenzo Burgio (dai Finister) e Giulio Vannuzzi (dai Marasma) decidono di mettere insieme il progetto Handshake nel 2015. Garage, doom e molto rock’n’roll sanguigno, sono gli ingredienti di una ricetta che non disdegna psichedelia e altri capisaldi del rock fatto con sangue, tenacia e anima. Hanno registrato un EP ancora in fase di pubblicazione con le mani esperte di Samuele Cangi dietro la consolle (Cristina Donà, Caparezza, De Gregori). Tra i protagonisti delle prime eliminatorie del Rock Contest Fiorentino, di scena oggi 3 novembre presso il Combo Social Club di Firenze, li abbiamo intervistati per conoscere la loro musica più da vicino.

Handshake su facebook

Alcuni di voi provengono da esperienze precedenti (Finister e Marasma). Come è nato il progetto Handshake?

Giulio ha lasciato i Marasma di punto in bianco con tante idee in testa molto confuse e che aspettavano di trovare uno sfogo. Il progetto aleggiava già da tempo nell’aria ma ufficialmente si è concretizzato in un piovoso pomeriggio del Marzo 2015, in una Ford Fiesta scassata quando Giulio ha implorato Lorenzo di creare un progetto con lui in nome del loro affiatamento nel jammare e dell’affinità di gusti musicali non troppo comuni. Da lì è successo che sono usciti 5 pezzi principalmente jammando sulle idee già esistesti, e nulla, li abbiamo registrati.

Avete un Ep in uscita registrato con Samuele Cangi, che oltre ad essere attivo da anni con la sua band , i Passogigante, ha arrangiato la sezione fiati per Caparezza, collaborato con De Gregori e Cristina Donà. Ci raccontate l’esperienza con Cangi e cosa ha aggiunto in termini di suono, esperienza e coesione alle vostre idee?

Samu è un uomo con esperienza nel mestiere, competente e con l’energia positiva di un bambino. La sua personalità empatica e tendente a capire i problemi di tutti e a farli propri lo ha portato a caricarsi del fardello assai problematico che consisteva nel capire quale fosse esattamente il tipo di musica che intendevamo tirar fuori dalle nostre idee. Non capendoci nulla ha pensato bene di partire dalle chitarre e dalle vaghe linee di voce e dire ‘’bene, e ora rock n roll!’’. Insomma solo la consapevolezza di avere la sua presenza nel progetto come producer ci ha portato a trovare l’ispirazione giusta per scrivere linee di voce mancanti, testi, soli di chitarra e molto altro. La sua energia positiva ci ha fatto bene anche quando lui non faceva nulla. Insomma un guru. Poi con la sua esperienza oltre a suonare tutte le linee di tastiera e basso ha dato il giusto colore a tutto.

Nei vostri suoni c’è moltissima psichedelia, elementi doom e garage, ma questi vengono sostenuti da alcune incursioni elettroniche molto controllate ed efficaci. Quanto è importante per voi osservare e recuperare la lezione del passato in un’ottica contemporanea?

Noi componiamo con chitarra e batteria nel nostro garage. E’ inevitabile che le influenze derivanti da una vita di sfegatato ascolto di musica di ogni genere e ogni tempo vengano fuori. Noi componiamo così perché ci viene, poi i colori moderni escono per forza quando hai una persona competente che sa mettere le mani su un computer e sono un’implicazione necessaria, spontanea tanto quanto la fase di composizione.

Come avete registrato l’album? Avete fatto una scelta rigorosa realizzandolo in analogico oppure vi siete concessi qualche “Trucco”?

Che trucco e trucco? Siamo poveri in quanto giovani, viviamo negli anni 10 del secondo millennio dopo Cristo ed è ovvio che abbiamo registrato tutto con pc, scheda audio e via rock n roll nei garage che trovavamo per strada! E aggiungi tracce finchè non ti schianta il cervello!

La vostra musica difficilmente troverebbe spazio nell’asfittico panorama televisivo odierno, dove la musica è ormai allineata alla dimensione dei talent. Una manifestazione come il Rock Contest rappresenta una florida, efficace opportunità. Cosa ne pensate e quali benefici vi aspettate dal contest fiorentino?

Siamo rimasti felicissimi anche solo di essere stati selezionati perché non avevamo mai fatto sentire la nostra musica a nessuno e non avevamo quindi avuto nessun riscontro. Il primo tentativo è stato quello buono! Fino ad ora possiamo quindi dire di essere in sintonia col Rock Contest! Poi cosa ci offrirà non lo sappiamo. Siamo felici che abbia apprezzato la nostra spontaneità musicale, cosa che, dato appunto il mondo in cui viviamo, non davamo per scontata.

Qualche anticipazione sulla formazione che porterete sul palco?

Purtroppo (non per lui) Lorenzo si è trasferito a Londra per suonare, ciò non vuol dire però che sia uscito dal progetto. Sul palco dunque alla batteria ci sarà Tommaso Giuliani (da non considerarsi assolutamente un semplice sostituto del suddetto), al basso cori e trabiccoli tecnologici l’energico Jacopo Finazzo e alla chitarra e voce Giulio Vannuzzi.

 

Stefano Bardetti

Stefano Bardetti

Stefano Bardetti, classe 1974, ascolta musica dai tempi appena precedenti al traumatico passaggio da Vinile a CD; non ha mai assimilato il colpo e per questo ne paga le conseguenze.