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Fire Records pubblica una raccolta dedicata alle band neozelandesi sotto contratto. Tra recuperi storici e novità. La recensione 

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Una buona occasione per recuperare i suoni dell’etichetta britannica si presenta con la nuova pagina dedicata a Fire Records qui su indie-eye, dove è possibile consultare lo storico delle recensioni pubblicate sulla testata. Di natura retrospettiva è anche questa compilation pubblicata recentemente e che fotografa meglio di qualsiasi ricognizione storica i suoni della Nuova Zelanda attraverso una manciata di band, vecchie e nuove, sotto contratto con la Fire.

Ad introdurre i Surf City con un estratto dall’ultimo Jekyll Island, travelogue elettrico tra le isole della Georgia di cui abbiamo parlato approfonditamente; seguono The Chills e The Jean Paul Sartre Experience, entrambi oggetto di box retrospettivi, in particolare i secondi, di cui la fire sta per pubblicare un’antologia di tutti i lavori pubblicati dalla band tra l’88 e il 93, recupero interessantissimo per un combo letteralmente sepolto e dimenticato, ma che aveva raccolto, tra gli ottanta e i novanta, molte suggestioni interessanti, dalla tarda new wave fino ad un approccio più rumoroso vicino a quello delle uscite Creation Records.

Forse non è un caso, che la traccia successiva sia occupata dagli Snapper, band nativa della stessa città dei Chills e che nei novanta era artefice di un noise rock ipnotico e di matrice psichedelica fortemente sixties. Orchestra of spheres p-funkster da Wellington, tra le novità più interessanti in casa Fire; poco inclini a seguire di quelle suggestioni i percorsi più battuti,  la formazione costituita da Baba Rossa, E, Jemi Hemi Mandala e Mos Iocos mette insieme gamelan, elettronica, tropici e kraut rock in una miscela che per certi versi ricorda l’approccio al groove di band superiori alla media come The Sorts, in versione più catchy. Meno incisivi gli Opossom, neo-psichedelici molto simili ad altre band dedite alle nostalgie ri-confezionate, mentre si torna dalle parti di una storia dimenticata con i Bailterspace, noise rockers fine anni ottanta da Christchurch e accasati, come i primi dischi dei The Jean Paul Sartre Experience, sulla storica Flying Nun, etichetta che insieme alla Propeller Records di Auckland ha fatto la storia del post-punk neozelandese nei primi anni ottanta; il brano scelto per la raccolta in realtà documenta il passato più recente dei Bailterspace, quello del recente Trinine pubblicato nel 2013, secondo nel catalogo Fire dopo Strobosphere del 2012. Chiudono la raccolta i Garbage & The Flowers, artefici di un folk narcolettico e con fortissime reminiscenze Velvetiane; la Fire li ha recuperati ristampando due anni fa un loro doppio del 1997.

aa.vv.
Fire Records Love New Zealand

Fire Records, 2015 | compilation
CREDITS:

One too many things (Surf city) | Wet Blanket (The Chills- BBC sessions) | I like Rain (The Jean Paul Sartre Experience) | Snapper and the Ocean (Snapper) | Numbers (Orchestra of Spheres) | Blue Meanies (Opossom) | Films of you (Bailterspace) | Carousel (Garbage & the Flowers)