giovedì, Dicembre 8, 2022

Joy as a toy – Dead is a dodo (Cheap Satanism records, 2012)

Le circostanze che hanno portato i Joy as a toy alla realizzazione di Dead as a dodo sono curiose: il trio belga è stato chiamato a esibirsi sul palco della ZomBiff night, serata organizzata dall’etichetta discografica Cheap satanism records in occasione del Bruxelles international fantasy film festival. Accompagnati dal famoso bassista Pierre Verloesem ( già X – legged Sally e Flat earth society), Gil Mortio, Clément Nourry e Jean Philippe de Ghest hanno partorito uno spettacolo ad hoc per la serata, riproducendo attraverso basso, batteria, voce e sintetizzatori analogici gran parte delle musiche dei film di Dario Argento. L’idea, particolarmente apprezzata dal pubblico, è diventata album l’anno successivo con la partecipazione dello stesso Pierre (che si è occupato di gran parte del mixaggio e mastering), e dei musicisti Mai Lev e Marti Melia.
I Joy as a toy definiscono il loro genere un incrocio fra indie e vampire rock; in Dead as a Dodo, secondo album del gruppo, prevale la côte orrorifica della loro musica, a discapito in alcuni momenti di melodia e orecchiabilità. L’obiettivo «è la ricreazione delle atmosfere tipiche dei film italiani degli anni settanta» (con un occhio particolare verso le pellicole di Dario Argento); gli artisti di riferimento, citati direttamente nel booklet, sono i grandi Ennio Morricone e Goblin. Il risultato è un incrocio di suoni elettrici e psichedelici, rimodellati da chitarra , voce, synth e basso attorno a immagini angoscianti e terrificanti. La voce, fra urla strazianti (Dead As A Dodo), sussurri fuori campo (Subway To Your Brain) e citazioni prese da film sconosciuti (Mechanical Love), è parte integrante della melodia e elemento essenziale del linguaggio musicale del trio belga. Fra ipotetiche colonne sonore per thriller americani (Love Zombie), suoni melmosi, porte che sbattono, ripetizioni ossessive e pepite elettroniche sparse qua e là, si snodano le dieci canzoni di Dead as a dodo, per circa 50 minuti di armonie sperimentali.
Nel complesso l’idea è intrepida e l’audacità del gruppo viene premiata dal raggiungimento di tutti gli obiettivi preposti: durante l’ascolto pare davvero di trovarsi all’interno di un set cinematografico splatter, con la sensazione che prima o poi dalla porta del bagno esca uno zombie armato di coltello, pronto ad ucciderci. Il disco sarà perfetto quindi per gli amanti dell’horror e delle colonne sonore, risulterà però meno fruibile per quelli che apprezzano musiche più orecchiabili e meno ansiogene.
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Joy as a toy su myspace

Tracklist

Dead As A Dodo | Mechanical Love | Subway To Your Brain | Better Lock Your Door | Successful Failure | Zombie Safari | Hot Water (Acid Trip) | Love Zombie | Robots | Only The Mother Shot In The Head [/box]

Andrea Quadroni
Andrea Quadroni
Andrea Quadroni, 27 anni, millanta origini austriache e un passato da suonatore di basso. Nato a Como, vive in un paesino alla periferia del mondo civile. Al liceo si pettinava con il sapone di Marsiglia, ha studiato tra Milano e Parigi e si è laureato da poco in storia. Scrive di musica, cura scrupolosamente i suoi baffi biondi-rossicci e ama ripetere con orgoglio “I saw Pulp live”.

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