lunedì, Settembre 28, 2020

Talibam! – Puff Up The Volume (Critter, 2012)

Il sottile confine fra genere e parodia dello stesso è da sempre un terreno, nella letteratura come nel cinema e qui nella musica, nel quale sovente l’artista può trovare fervida ispirazione e nel quale gli sprazzi di genialità sono tanto più evidenti quanto è più immediato il confronto con l’originale.
È proprio il caso del duo brooklynense, il quale, con un approccio che ricorda ciò che fecero i fratelli Wayans con Scary Movie (che già di per sé non si distaccava troppo dall’originale che “omaggiava”), affronta di petto l’hip hop con tanto di “nomi di battaglia”. Il batterista Kevin Shea si ribattezza MC K-Wizzle, mentre il tastierista Matt Mottel si affibbia il ben più massiccio MC Moaty Mogulz.
La presa per i fondelli avviene, però, senza snaturare la caratteristica fondamentale del duo, ossia quell’assimilare onnivoro di generi che lo ha sempre contraddistinto, nella sua intensissima produzione.
Proprio per tale ragione, però, l’operazione si connota di una serietà non sempre rintracciabile nelle parodie vere e proprie, dimostrando che effettivamente l’hip hop può essere ritenuto, al giorno d’oggi, l’unico genere di musica realmente trasversale, artisticamente (dato che con un rapper si può sempre collaborare o con il rap ci si può sempre cimentare) e sociologicamente (nato come genere estremamente popolare, è diventato quasi un simbolo dell’ostentazione della ricchezza e di scalata sociale), avendo, di fatto, sostituito il rock ‘n’ roll.
Ciò è reso possibile anche dalla totale essenzialità della “formula” hip  hop (ossia un semplice spoken word sovrapposto ad una base), come tale assolutamente predisposta alle contaminazioni.
I Talibam! abbracciano l’occasione al volo e affrontano la contaminazione sotto un profilo, comunque, sotterraneo e mai troppo esplicito, instillando così un sottile dubbio sul classico “lo fai o ci sei?” all’ascoltatore. Meglio, così per quest’ultimo gli stimoli raddoppiano ed allora meglio si possono apprezzare le soluzioni meravigliosamente dozzinali dal punto di vista sonoro come in Zombie in Albequrque e l’andamento terzinato assolutamente atipico di I Want All Your Money.
Sono giusto esempi, ché il materiale è talmente tanto da esser difficilmente riassumibile. Si va da sgangheratissime parodie dei Radiohead (You’re A Creep) a rievocazioni degli Outkast quasi inebetiti (Hard Day Tough Day) ad assurdi connubi di Eminem con Prodigy suonati ad 8 bit (From Nasa To Boeing).
Sorpredono poi due aspetti del lavoro svolto sul suono: la gamma timbrica dei sintetizzatori e altre diavolerie utilizzate e la svolta del drumming di Shea che suona per lo più (inevitabilmente) “dritto”, concedendosi qualche sfogo nell’infittire i passaggi (la title track, un luna park techno abbacinante) e assolutamente geniale nel fingersi “legato e incartato” nel tentativo di imitare le batterie elettroniche.
I Talibam! sostituiscono dunque alla provocazione di Die Antwoord uno sberleffo sì più innocuo, ma anche più sottile, saggiamente in bilico fra il dileggio e il rispetto delle regole del genere, allestendo un’intelligente presa in giro di ciò che il pubblico vuole.
Coronerebbe il tutto un attento lavoro di comprensione delle liriche: intanto, al momento, sono in tour qui da noi e uno sguardo se lo meritano davvero.

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Il canale youtube ufficiale di Talibam!


Tracklist:
Jimmys From The 49th | Zombie From Albequrque | I Want All Your Money | Step In The Marina | From Nasa To Boeing | Occupy My Jimmy | Puff Up The Volume | Hard Day Tough Day | Poor Little Jimmys | Wack Wack Chippy Wimp | Jimmys Confused | Dr Giggles | You’re A Creep | Sweet Leader | Jimmys Angry | Jack Is In A Hotdog | Jimmys & Condoleeza | Mottel In The Hotel | Jimmys Try A Turn  [/box]

Francesco D'Elia
Francesco D'Elia
Francesco D'Elia nasce a Firenze nel 1982. Cresce a pane e violino, si lancia negli studi compositivi e scopre che esiste anche altra musica. Difficile separarsene, tant'è che si mette a suonare pure lui.

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