sabato, Ottobre 1, 2022

Black Dice – Mr. Impossible (Ribbon Music, 2012)

Con buona pace dei nostalgici di Beaches and Canyons, i Black Dice hanno assaporato il gusto del groove e non sembrano intenzionati a guardarsi dietro le spalle. Sebbene le prove recenti evidenzino la volontà di abbandonare – almeno in parte – il linguaggio ermetico degli esordi, sarebbe un errore liquidare l’evoluzione artistica del trio come un allineamento agli standard: centrifugando senza troppe remore suggestioni figlie di ascolti onnivori, sposando con tracotanza il sacro al profano, questi alchimisti del rumore bianco hanno sintetizzato nel tempo una dance mutante e caleidoscopica, una formula che vive di contrasti violenti e che tuttavia mantiene costantemente un profilo basso ed ironico. A ben guardare, l’atteggiamento freak della formazione newyorkese richiama quello di altri celebri buontemponi della dancefloor, quei Sabres of Paradise che furoreggiavano in Inghilterra una ventina di anni fa meravigliando le platee britanniche con trovate altrettanto geniali. All’interno dei paesaggi immaginari di Mr. Impossible severi beat minimal convivono agilmente con sberleffi elettronici, espressione della più beata cazzonaggine. A fronte di un plausibile spaesamento iniziale, l’ascoltatore non può che rimanere sorpreso da una manipolazione tanto spregiudicata della materia musicale. Tanto più che l’imprevedibilità dei tre si estende anche al trattamento di tempi e metriche. Benché pompati da beat danzerecci i brani dell’album conservano una certa andatura zoppa, evidente retaggio del passato free-noise del gruppo. Rifiutando le progressioni dilatate che caratterizzano gran parte della musica da club, le tracce evolvono secondo scarti repentini e decisi. Così il duello fra “voce” e “chitarra” di Pinball Wizard vede alternarsi ritmiche in 7 e 5 quarti, ma a metà percorso si tramuta in una marcetta quadrata e demente. Similmente The Jacker, assimilabile al suono di un elettrodomestico inceppato, si apre in coda su poliritmie tribali e riff di chitarra ascendenti. Persino laddove vengono privilegiate soluzioni più immediate – la techno schiacciasassi di Pigs, l’hip hop old school di Brunswick Sludge (Meets Front Range Tripper) – filtri, effetti e campionamenti selvaggi generano composizioni patchwork dagli esiti stranianti. Una grande prova di eclettismo, guidata da un unico imperativo categorico: nessun suono rimarrà puro.

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Tracklist:
Pinball Wizard | Rodriguez | The Jacker | Pigs | Spy Vs. Spy | Outer Body Drifter | Shithouse Drifter | Carnitas | Brunswick Sludge (Meets Front Range Tripper)
Black Dice sul web [/box]

Federico Fragasso
Federico Fragasso
Federico Fragasso è giornalista free-lance, non-musicista, ascoltatore, spettatore, stratega obliquo, esegeta del rumore bianco

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