venerdì, Gennaio 21, 2022

soloincasa – silenzi non silenzi

soloinasa.jpgE’ nel titolo del primo Ep dei soloincasa che probabilmente si riesce a rintracciare la forma più genuina del loro comporre; Paolo Benvegnù, produttore artistico della band, ha scelto la strada della registrazione in presa diretta con quella timbrica del mondo analogico che sa un po’ di color seppia. soloincasa è un progetto che afferisce ad un collettivo noto come Trydog e che accoglie la creatività di un gruppo di artisti tra i più promettenti della scena Toscana; Baby Blue (su indie-eye in podcast da questa parte), lo s-concertante Samuel Katarro, i MURIèL, Dilatazione e lo stesso Paolo Benvegnù. Silenzi non Silenzi era già uscito questo maggio sotto etichetta Lipsia, in realtà uno dei marchi della stessa Trydog, e verrà distribuito in forma più capillare da Wide Records a partire da questo Settembre; contiene 5 tracce che apparentemente denunciano una stretta filiazione con la precedente uscita del collettivo, il primo full lenght dei MURIèL, ma che riescono a scrollarsi di dosso la complicità forse un po’ ingombrante di Paolo Benvegnù con una ricerca timbrica davvero notevole che lavora su leggere discrasie, difetti dell’accordatura, la simulazione sospesa di un vibrafono in a lume di candela, i cori sciatti ed emozionanti e il ricordo di un mellotron in Napoli-Charleroi, ancora l’equilibrio precario di deja-vu, tra rarefazione, interferenze, forse un Theremin che racconta altri spazi sonori e soprattutto una tendenza complessiva al transito verso la forma strumentale, dove il cantato solido e chiaro di Gianni Sarchi possa perdere le tracce di se stesso. Eros, Pathos, probabilmente la traccia più riuscita dell’ep, è il confine tra i limiti e le potenzialità della band; se dovessimo raccontare qualcosa che non ci convince del tutto, dovremmo parlare di una sensazione epiteliale, che avvicina le scansioni vocali del narrato a quelle di Paolo Benvegnù, rischiando a volte una retorica che è ormai a rischio di esser riconosciuta come marchio di fabbrica; in Eros, Pathos l’incipit ha questa chiara provenienza, ma disperde tutto in una serie di risonanze atonali che favoriscono il passaggio verso una linea vocale e ritmica figlia di un’irresistibile Bossa, un percorso emozionale che ci auspichiamo possa proseguire con la massima libertà rispetto a schemi e griglie.

Michele Faggi
Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.

ARTICOLI SIMILI

INDIE-EYE SHOWREEL

spot_img

i più visti

VIDEOCLIP

INDIE-EYE SU YOUTUBE

spot_img

TOP NEWS

ECONTENT AWARD 2015

spot_img