lunedì, Marzo 1, 2021

Subsonics – In The Black Spot (Slovenly Recordings, 2012)

I concittadini Black Lips li hanno definiti la miglior rock’n’roll band del pianeta. Definizione sicuramente esagerata, ma i Subsonics (from Atlanta) il r’n’r potrebbero indubbiamente insegnarlo a chiunque.  In The Black Spot è il loro settimo album, ancora fuori per la Slovenly Recordings (etichetta sempre più di riferimento per la scena garage contemporanea). Il trio composto da Rockin’ Clay Reed, Buffi Aguero e Rob Del Bueno suona un garage atipico per i canoni attuali: niente revival Sixties, niente trash punk anni ’90, niente weird lo-fi tanto di moda ora dalle parti di San Francisco. Piuttosto i propri modelli di riferimento i nostri se li vanno a cercare nella metropoli più famosa del mondo (NY), dalle parti di Television e, soprattutto, Velvet Underground; impressionante la somiglianza della voce di Clay Reed con quella dell’omonimo e più celebre Lou (ascoltare per credere Lime-Lime o Teach Me How To Play God), altrettanto simile è il drumming di Miss Buffi Aguero con quello di Moe Tucker (privo di piatti, secco e tribale). Detto questo, va riconosciuto ai Subsonics l’indubbia capacità di saper suonare r’n’r tossico, scuro e metropolitano mantenendo sempre il tiro e la giusta dose di carica. L’album raccoglie quindici sveltine dove dentro ci puoi sentire al contempo l’animalità di Bo Diddley quanto la carica pop di Buddy Holly: rock’n’roll primordiale insomma, che non gioca mai la facile carta delle distorsioni fragorose ma è sempre ben conscio della sua capacità di suonare energico e selvaggio anche con la strumentazione ridotta al minimo sindacale (emblematico di ciò è la crampsiana Haywire, che regala una botta di adrenalina impressionante). E se invece quei volponi dei Black Lips avessero ragione?

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Subsonics

Tracklist:

bus 16 | she’s not dead yet | lime-lime | dubious charms | too damaged | peanuts | headlights | teach me how to play god | far and be some of me | high priest of nothing | miracle worker | haywire | the re-telling of it | albert lee | chosen few [/box]

Denis Prinzio
Denis Prinzio è bassista di numerose band underground ora in congedo temporaneo, scribacchino di cose musicali per sincera passione, la sua missione è scoprire artisti che lo facciano star bene.

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