lunedì, Luglio 4, 2022

Woodkid – L’incontro @ Europavox, Clermont-Ferrand, 25 Maggio 2012

Yoann Lemoine, classe 1983, aka Woodkid, intervistato da indie-eye.it durante il Festival Europavox a Clermont Ferrand

Quali sono le tue principali fonti d’ispirazione?
A dire il vero un sacco di cose al di fuori della musica. Le mie ispirazioni sono più visive che sonore. Alla base del mio lavoro c’è quello che amo definire “traduzione”, la capacità di trasferire le mie ispirazioni da un settore all’altro. Se sono in un mood nostalgico mi interrogo su come trasferirla in una sequenza visiva, ad esempio; oppure come trasferire un’immagine oscura in emozione, tentando il processo inverso. Come trasformare in suono una luce chiarissima, accecante? Procedimenti come questi stanno alla base del mio lavoro.

Vengono prima le parole o la musica?
Dipende, non è sempre lo stesso. Di solito prima compongo la musica. Per Run Boy Run è andata diversamente: ho scritto il testo in aereo e volevo che fosse speranzoso. Sapevo di voler qualcosa di molto uptempo per accompagnare le parole, ma non avevo idea di cosa avrei composto successivamente. Quando sono arrivato in Francia o a Montreal, non ricordo, mi sono occupato della musica. Ma in genere va diversamente, se compongo una sequenza al computer o al piano inizio a cantarci su delle parole un po’ a caso, che poi vado sistemando. Non sono mai del tutto a caso, perché quel lavoro di traduzione avviene anche dalla musica alle parole e c’è sempre qualcosa a tenerle insieme. E la musica viene di certo sempre prima del video. Ho un tema, ho delle visioni e cerco di esprimerle nella musica. Per Iron avevo delle immagini di guerra, di battaglia in testa. Mi affascinavano le iconografie medievali, libri su battaglie del passato o su alcuni metodi di tortura, tutto questo si è trasferito nella musica e poi nel video.

Quando hai deciso di incidere la tua musica?
Ho lavorato con musicisti da sempre e ho studiato e composto alle tastiere e al piano fin da piccolo. In quanto regista di videoclip lavori solo al 50% perché la musica è già pronta: credo abbia avuto molto senso per me decidere di fare un lavoro globale, mio al 100%.

 


Yoann Lemoine in rete

Il video di Run Boy Run  

Giuseppe Zevolli
Giuseppe Zevolli
Nato a Bergamo, Giuseppe si trasferisce a Roma, dove inizia a scrivere di musica per Indie-Eye. Vive a Londra dove si divide tra giornalismo ed accademia.

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