mercoledì, Settembre 30, 2020

Digitalism – Dj-Kicks (K7 Records, 2012)

Ed arriva anche la volta dei Digitalism a riempire la prestigiosa bacheca delle produzioni K7 Records, precisamente con le biografie su disco della serie Dj-Kicks. Il duo tedesco, da non molto fuori con un sophomore discutibile, accetta la sfida del dj-set su disco, creato sulla base di interessi, gusti e ispirazioni che hanno creato, nel bene e nel male il loro background artistico-musicale. Compilation, dicevo, ma dalla tracklist emergono pezzi mai visti né sentiti: per impreziosire l’operazione, come già fece Erlend Oye intervenendo sui pezzi, Jens Moelle e Ismail Tufekci osano di più e inseriscono ben 5 pezzi nuovi, alla faccia di quelli che, come il sottoscritto, li dava già per dispersi nel mondo della canzone pop d’autore. L’inserimento di questi nuovi pezzi è voluto ma non spinto come operazione commerciale, poiché hanno ammesso di aver tirato fuori some stuff durante la preparazione del disco.

Il dj set è degno della definizione che gli ho appena dato: 22 tracce che si amalgano sui 128 bpm o giù di lì, caratterizzando quasi una narrazione logica. L’arrivo in discoteca viene accompagnato quasi sempre da tracce più catchy e intriganti anche per i meno patiti del dancefloor: così 83 dei Brain Today e le linee di basso à la Phoenix di Alex Gopher con Brain Leech si legano più a un Sex on the Beach sorseggiato a bordopista. Calano le luci, e il tocco diventa meno francese: sono proprio i due giovani tedeschi a spingere sui bassi, a campionare voci e chitarre, a dimostrare che Idealistic non era solo un pezzo, ma anche tecniche e metodi per pensare a far ballare. E nonostante la citazione quasi plagiata dai synth dei Justice, si sente che potrebbe funzionare realmente dal vivo. Specie se segue una virata psy-trance come quella di Gai Barone, remixato dagli stessi Digitalism. Saltando la perdita del sentiero madre di The Falling, paragonabile alla ricerca del cesso e a una sigaretta fuori dal locale, si ritorna in carreggiata con gli ammicchi dei redivivi WhoMadeWho e si riprecipita nella bolgia, nell’ansia da prestazione e adolescenziali perdite di conoscenza che si traducono in musica con le malinconie wave (Digitalism in Cairo dall’esordio l’aveva più che testimoniato) dei Grauzone. La sbornia imprevista si estende anche con il terzo e quarto inedito: prima A New Drug, che si fa aggressiva e notturna come non mai, prendendo a sberle la minimal e la dance più becere, mentre Silenz scopiazza il riff di Fade to Grey rilassando l’ambiente e cedendo il passo al sempiterno Vitalic. Il penultimo inedito si adagia, come gli altri, su standard alla Digitalism, moderandosi in funzione trance, tant’è che pare che la serata in disco si sia trasformata nel viaggio verso la stessa, con una preparazione continua e pochi momenti di vero sfogo. Tra sequencer e similia ci stiamo perdendo tutta la festa, e le onde di Sail Away dei Rapture testimonia che siamo usciti per una boccata d’aria e un bagno in riva al mare, e come nei migliori momenti, ci siamo dimenticati in parte i volti, i discorsi, la musica, persi a riflettere sul prima e sul dopo. Non è del tutto finita, ma siamo sul viale del tramonto, anzi dell’alba. Altre armonie sotterranee ci corrono per la mente, merito degli Autotune e dei Virgilio/Caronte della nottata, Jans e Ismail che si riservano l’onore di chiudere la serata, offrendo paste e cappuccino su un bel piatto distorto, come i Daft Punk sapevano ben fare nei compiti a casa. Insomma, se per un nuovo album c’è ancora tempo (per riflettere, meditare e non fare passi falsi), i live set sono pane per i loro denti, pur con alti e bassi che generalmente abbassano il livello medio d’intensità, scivolando in classifica anche solo a confronto con il più anziano Fatboy Slim. L’autoreferenzialità che rappresenta l’anima del disco in realtà esprime come il background culturale del gruppo incida troppo sulle produzioni, facendole difettare di quell’appeal danzereccio per privilegiare la tanto amata new wave. C’è bisogno di cedere alle tentazioni dell’Ego, cari tedeschi. E dopo la strada sarà solo in discesa.

[box title=”Digitalism – Dj-Kicks (K7 Records, 2012)” color=”#5C0820″]

Digitalism – Dj Kicks

Tracklist:

axel le baron & kurbatov – menace (original mix) | surrender ! – travellers (sharooz remix) | hey today! – 83 |alex gopher – brain leech | twr72 – summer | digitalism – falling |gai barone – alicudi (digitalism electro clash edit) | digitalism – simply dead | whomadewho – the sun | kölsch – loreley | grauzone – raum (ata’s extended mix) | tomas barfod – came to party | digitalism – a new drug | digitalism – silenz | hiroki esashika – kazane | vitalic – second lives | digitalism – so totally good | housemeister – sommer | the rapture – sail away (digitalism remix) | the sneekers – teddy (original mix)| autotune – keep it wrong | digitalism – the pictures [/box]

Elia Billero
Elia Billero
Elia Billero vive vicino Pisa, è laureato in Scienze Politiche (indirizzo Comunicazione Media e Giornalismo), scrive di dischi e concerti per Indie-eye e gestisce altri siti.

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