mercoledì, Settembre 30, 2020

Sparrow & the Workshop – Murderopolis

Terzo album per Sparrow & The Workshop, a due anni di distanza da Spitting Daggers il trio di Glasgow sceglie una strada più decisa rispetto ai colori traditional del loro sound, virando verso un pop di acendenza fifties non dissimile da alcune cose a cui ci ha abituato recentemente Gemma Ray tanto che la track di apertura, Valley of death, porta con se i segni di una certa malinconia spectoriana che si trascina lungo altri episodi, come Shock Shock, Water won’t fall, Avalanche of lust, probabilmente i migliori dell’intero lotto. Su tutto il resto, se da una parte aleggia ancora quel sentore country alla Rilo Kiley, marchio di fabbrica della band sin dagli esordi, le scelte della band guidata da Jill O’Sullivan non riescono a sostenere con altrettanta semplicità e quindi, credibilità, la forza immaginifica di una Jenny Lewis, sempre a cavallo tra mainstream e una disturbante e parodica immagine proveniente dal passato, basta pensare a Diane Arbus e alla copertina dell’album realizzato dalla cantante texana insieme alle Watson Twins e il perturbante è assicurato. Al contrario con questo ultimo lavoro, gli Sparrow & The Workshop si avviano verso un eclettismo di maniera che era già lo stigma di Spitting Daggers, nel mettere insieme un po’ di tutto, dalle atmosfere noir di certe torch songs, fino al retrogusto country (da Patsy Cline in poi) di cui si diceva, alla retorica Spectoriana, certamente riuscita, ma che dopo She and Him o peggio ancora, Lana del Ray, è diventata una norma non così coraggiosa a meno che non ci si faccia contagiare dai rischi della deriva Lynchiana. Ma quel che è peggio è il pasticcio pop-fm che potenzia molti dei brani di Murderopolis, a partire da Darkness, con quell’oscurità di maniera che fa pensare ai primi Cranberries, piacevole ma senza sedimentazioni.

Donatella Bonato
Donatella Bonato
Veneta, appassionata di tutti quei suoni che alterano la percezione, si è laureata in storia dell'arte nel 2010 e alterna la scrittura critico-musicale al lavoro per alcune fondazioni storiche.

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