lunedì, Settembre 28, 2020

Bowland – dall’Iran a X Factor: il successo della band stanziata a Firenze

A partire dalla loro partecipazione ad X-Factor Italia, i Bowland sono davvero sulla bocca di tutti. Il loro middle eastern trip-hop ha conquistato i giudici del noto talent show e dopo l’iniziale benedizione di Asia Argento, a cui va il merito di aver creduto sin da subito nel potenziale dei tre ragazzi iraniani, la band è entrata a pieno titolo nella squadra di Lodo Guenzi de “Lo stato Sociale”, insieme a Red Bricks Foundation e Seveso Casino Palace, dopo l’uscita dallo show della nota attrice e regista italiana.

Tra le proposte più interessanti passate per X-Factor, i Bowland sono artefici di un sound apparentemente “alieno” rispetto alle scelte editoriali del programma di Sky Uno, guardando in parte indietro verso gli anni novanta del Bristol sound e sotto i propri piedi, alla ricerca delle radici della terra natale.

Bowland – Darkness in Your Tone live 2017! (indie-eye live! clip) Dir: Michele Faggi

Bowland – Dall’Iran a Firenze, fino a X-Factor

Arrivati in Italia da una megalopoli come Teheran, Lei Low (Voce), Saeed Aman (Elettronica e chitarra), Pejman Fani (kalimba africana, scacciapensieri, percussioni, beatboxing umano) giungono a Firenze per studiare, tra casualità e pianificazione, come hanno raccontato a Michele Faggi in questa intervista pubblicata su indie-eye Videoclip. Amici da più di 15 anni, hanno sempre messo al centro la musica, partecipando con la loro prima produzione ad un concorso locale noto come Toscana100band, una fucina di talenti che ha portato bene a numerosi musicisti. I contributi ottenuti con il bando hanno consentito ai Bowland di dedicarsi a tempo pieno e in modo professionale alla loro musica.
Floating Trip” è il primo album sulla lunga distanza che pubblicano grazie alla selezione del concorso toscano ed è un suggestivo viaggio tra le sonorità acustiche della tradizione del sud del mondo e quelle elettroniche che si riferiscono a numerose stagioni della musica pop, dal trip-hop al dubstep.
La loro dieta musicale è fatta di Massive Attack, Tricky, Portishead, Radiohead, Archive e alcune intuizioni ricordano una grande formazione libanese come i Soapkills, band la cui discografia è stata ristampata dalla belga Crammed Disc e che guarda caso, viene distribuita per l’Italia dalla toscana Materiali Sonori.
Nonostante questi e altri riferimenti i Bowland propongono una miscela originale e vitalissima, nello scambio continuo di suggestioni apolidi, che caratterizzano un sound oscuro come quello degli HTRK, ma molto più caldo, sensuale e aperto. 

Bowland e le cover di X-Factor Italia

I Bowland si sono distinti a X-Factor attraverso la trasformazione di una serie di cover in un personalissimo universo sonoro, tanto da rappresentare un vero e proprio unicum nel contesto del talent show, per capacità di ri-scrittura dei brani e per l’intensità nel farli propri.
Con la versione di Get Busy di Sean Paul con cui hanno conquistato la giuria durante le audizioni, hanno cominciato la loro avventura a X-Factor. “Maybe tomorrow” degli Streophonics ha creato il miracolo durante la fase Bootcamp, confermando l’entusiasmo di Asia Argento per il terzetto iraniano.
Il paese che li ha ospitati per gli Home visit è quello di Sigrid, la Norvegia. Negli studi Ocean Sound Recordings e sotto la guida di Asia Argento hanno affrontato un classico di John Lennon, “Jealous Guy”, reso noto anche da una cover di Brian Ferry, che i nostri hanno totalmente trasformato. L’esibizione gli ha aperto ufficialmente le porte della X-Factor Arena per i live.

Bowland alla X Factor Arena. Le esibizioni live

Al minuto 2:07 dell’X-Factor Replay pubblicato lo scorso 26 ottobre sul canale youtube ufficiale del talent, è possibile vedere un estratto del primo live affrontato dai Bowland. Si tratta di una versione oscura e groovey di “Sweet dreams (are made of this)” degli Eurythmics, che ha soddisfatto in pieno Lodo Guenzi e gli altri giurati.

Bowland – No roots di Alice Merton, nuovo successo per la band iraniana

La nuova assegnazione per i Bowland si riferisce ad un brano di Alice Merton, un vero e proprio tormentone come “No roots“, il cui groove ci è sembrato adattissimo per le potenzialità dei Bowland, ma anche per la loro storia personale. C’è una sottile traccia politica che ci sta profondamente a cuore ed è perfettamente espressa dalle liriche del brano.

I build a home and wait for someone to tear it down
Then pack it up in boxes, head for the next town running
‘Cause I’ve got memories and travel like gypsies in the night

__________________________________________________________________
Ho costruito una casa e aspetto che qualcuno la faccia a pezzi.
Imballato tutto in alcune scatole, mi dirigo a corsa verso la prossima città
Perchè ho ricordi e viaggi come gli Zingari nella notte

(Alice Merton)

Donatella Bonato
Donatella Bonato
Veneta, appassionata di tutti quei suoni che alterano la percezione, si è laureata in storia dell'arte nel 2010 e alterna la scrittura critico-musicale al lavoro per alcune fondazioni storiche.

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