martedì, Marzo 5, 2024

Underdog – Cold Moon in Deep Water: sorprendente videoclip tra creatività e AI. Anteprima esclusiva

Splendido lavoro quello di Davide Cardea per il nuovo, atteso singolo degli Underdog. "Cold Moon in Deep Water" non è un solo un suggestivo piano sequenza di 4 minuti in stop motion, ma un esperimento di interazione e prassi creativa tra animazione e Intelligenza Artificiale, che lo stesso Cardea ha coordinato con una vera e propria farm creativa desunta da un gruppo di studenti dell'Accademia delle Arti e Delle Nuove Tecnologie di Roma. Indie-eye presenta in anteprima il video e propone un'intervista sul making of con il Prof. Cardea

Gli Underdog tornano sotto il segno di una sinergia importante. Il collettivo rompe un silenzio discografico durato dieci anni con il nuovo singolo intitolato Cold Moon in Deep Water, veicolato dallo splendido videoclip realizzato con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale e soprattutto con il lavoro creativo dell’Accademia Delle Arti e delle Nuove Tecnologie Di Roma, coordinata dal Professor Davide Cardea.

In anteprima esclusiva su Indie-eye il video realizzato con tecnica stop motion attraverso l’interazione tra Intelligenza artificiale e creatività umana.

Cold Moon in Deep Water anticipa il terzo album della band romana, intitolato “Underdog vs Underdog” e in uscita il prossimo 21 aprile per Phonosphera Records.

Il video è un sogno post mortem in piano sequenza che riavvolge la vita di una donna, dopo un atto suicidale estremo.

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Cold Moon in Deep Water, il making of del video realizzato da AANT con la coordinazione di Davide Cardea

Davide Cardea aveva già lavorato al tour degli Underdog nel 2016 ed è tornato a farlo attraverso la docenza presso AANT, veicolo con il quale ha potuto allestire un mix davvero virtuoso tra formazione e farm creativa, che espande in una forma del tutto rara per il nostro paese la relazione tra l’aspetto laboratoriale e quello professionalizzante.

Potendosi servire di un gruppo selezionato di studenti giovanissimi provenienti dai dipartimenti di Graphic Design, Design e Videomaking ha affrontato in modo inedito e pioneristico le possibilità creative di un nuovo ambiente di sviluppo come quello dell’Intelligenza artificiale, che sta animando il dibattito pubblico con modalità spesso non particolarmente centrate, dividendo come al solito l’arena tra apocalittici e integrati.

L’intelligenza artificiale – ci ha detto – con le sue applicazioni, è affascinante e pericolosa allo stesso tempo: possiamo essere contrari o a favore, ma non possiamo ignorare che sia già qui. Non possiamo lasciarci travolgere dalla rivoluzione che inevitabilmente porta con sé, dobbiamo piuttosto prendere una posizione che si basa prima di tutto sulla conoscenza dello strumento. Con la realizzazione di Cold Moon in Deep Water abbiamo esplorato l’IA in lungo e in largo, ma allo stesso tempo abbiamo impedito che questo strumento prendesse il sopravvento sulla nostra volontà di creare contenuti originali ed emozionanti.”

Il video parte da un soggetto molto preciso, legato al suicidio di una donna e agli istanti immediatamente successivi alla propria morte. In quella condizione di passaggio, ripercorre le tappe della propria vita fino al tragico evento, in un susseguirsi di immagini oniriche e surreali.

Realizzato con tecnica stop-motion e con l’ausilio di Stable Diffusion, modello di apprendimento automatico profondo sviluppato per generare immagini da descrizioni testuali, Cold Moon in Deep Water è in formato 4k a 25fps ed è costituito da un piano sequenza di circa 4 minuti.
La farm di lavoro guidata da Cardea ha assunto il nome di “Contaminazioni“, per la sinergia tecnica e creativa del progetto stesso, che mette insieme livelli di comunicazione tra social media, web 3.0 e Intelligenza artificiale.

Per sviluppare il progetto, il team ha seguito alcune regole rigide, già definite in fase di progetto, allo scopo di preservare l’autorialità dei creativi e al contempo sfruttare le potenzialità di IA senza che questa predomini sulla volontà creativa. Per Cardea e AANT si tratta di un esperimento unico, soprattutto per le modalità con cui si distingue dal non-sense che attraversa tutta la produzione di contenuti filtrata dalle Intelligenze artificiali, grazie al controllo dello strumento,

Le regole, riassunte in termini comprensibili sono le seguenti: a) Utilizzo dell’Intelligenza Artificiale come strumento e non come autore b) Divieto di utilizzo di immagini o video guida per l’IA: il risultato è esclusivamente frutto delle abilità dei prompt artist c) Unico piano sequenza: assenza di montaggio d) Utilizzo “puro” dell’IA: assenza di qualsiasi tipo di post-produzione, fatta esclusione per i titoli di testa e coda e) Forte componente cinematografica delle immagini, spingendo l’IA al massimo
delle sue attuali possibilità f) Rispetto del diritto d’autore.

Su questi presupposti abbiamo posto alcune domande al Prof. Cardea

I limiti e le potenzialità dell’IA come sono stati regolati per ottenere il risultato conclusivo. Professor Cardea, può farci alcuni esempi dell’interazione artista/IA per come è stata portata avanti in termini di disegni/animazione ?
 Cold Moon In Deep Water nasce in primo luogo come un soggetto scritto, ispirato al testo della canzone, che è stato tradotto prima in sceneggiatura e poi in uno storyboard. Questa è stata la nostra griglia di partenza, la nostra comfort zone per iniziare a sperimentare con l’IA, in questo caso Stable Diffusion, che abbiamo utilizzato per disegnare le scene. Per rimanere aderenti a come avevamo immaginato il video, abbiamo dovuto operare profonde personalizzazioni del software e delle sue librerie, passando per script a riga di comando e interfacce ai limiti dell’usabilità.
Creato il nostro ambiente di sviluppo e configurati tutti gli strumenti che ci avrebbero permesso di disegnare quello che volevamo noi, con lo stile che avevamo ideato, abbiamo blindato le configurazioni ed iniziato a disegnare frame per frame il nostro video. Abbiamo automatizzato alcuni processi creando un foglio di calcolo che è diventato il nostro storyboard “IA” ovvero la lavagna dove abbiamo creato più di 90 scene chiave, ognuna con le sue meticolose descrizioni testuali, dette prompt, che avrebbero istruito l’IA su come, cosa e dove disegnare, realizzando complessivamente 6100 fotogrammi che sono poi diventati un unico piano sequenza “IA” di oltre 4 minuti. La tecnica utilizzata per disegnare è stata quella del txt2img (prompt per creare un fotogramma) e img2img (creare un fotogramma sulla base di un altro, intervenendo con un prompt)

In che modo l’IA, in termine di automazione e velocizzazione dei processi, può aiutare il lavoro di artisti e creativi?
In modo pericoloso. L’enorme potenziale dell’IA unito ad alcune sue piattaforme di facile accesso e utilizzo, possono portare alla perdita del potenziale espressivo umano e della creatività. L’IA a mio avviso deve essere usata come uno strumento per realizzare ciò che ci muove dentro e non come l’artefice di qualcosa che non ci appartiene, realizzare opere, di qualunque tipo, con un click, è l’opposto del concetto stesso di opera: il prodotto dell’operare.
Tuttavia, un uso coscenzioso del mezzo può notevolemnte ampliare la capacità di produzione artistiche i tempi di produzione. La direzione è quella di creare i propri personali asset per l’IA, in modo da addestrarla secondo il proprio gusto, il proprio stile, le proprie idee visive, gli artisti che intraprenderanno questo percorso, che non è affatto facile ed economico, avranno indubbiamente qualcosa di nuovo e personale da proporre.

Il formato videoclip, per la sua brevità, è quello più adatto allo sviluppo di un progetto di
questo tipo?

In realtà un videoclip come Cold Moon In Deep Water è abbastanza al limite di ciò che si può realizzare, o meglio che si potesse realizzare al momento della produzione, salvo usare tecniche miste con video guida ed editing in post produzione: generare un video di 4 minuti in un unico piano sequenza, può richiedere un’enorme potenza di calcolo grafico o un’infinita pazienza per i tempi di rendering, che seguono ogni singolo test ed esportazione che viene effettuato. Tutto questo si aggiunge ai tempi di ideazione e progettazione comuni a qualsiasi forma di comunicazione con o senza IA, in questo momento storico la produzione di immagini è la cosa più ragionevole su cui concentrarsi, ma l’avanzamento di una tecnologia comunque giovanissima e la sempre maggiore disponibilità al largo pubblico di hardware performante, permetterà presto di creare molto più agilmente videoclip, se non lungometraggi.

Michele Faggi
Michele Faggi
Michele Faggi è un videomaker, un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana e un Critico Cinematografico iscritto a SNCCI. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip e del mondo Podcast, che ha affrontato in varie forme e format. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.

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Credits Audio
Recorded and mixed @ LRS FACTORY by Luigi Di Filippo in 2015
Drums: Tommaso Moretti
Piano and Electronics: Alberto Fiori
Bass/D.Bass & Voice: Diego Pandiscia
Voice: Barbara “Basia” Wisniewska

Credits Video
Prodotto da “Contaminazioni”, una farm creativa dell’Accademia delle Arti e delle Nuove tecnologie di Roma
Regia: Davide Cardea
Lead Prompt Artist: Davide Cardea
Prompt Artists (in ordine alfabetico)
Melany Burattini
Mattia Calogero
Matteo Capozza
Alice Celli
Nicolò Cocco
Valerio De Luca
Giandonato Fabbricino
Lucia Gildoni
Marzia Saulini
Andrea Tartaglia
Pilar Tei
Leonardo Totino
Camera Movement Artists (in ordine alfabetico)
Mattia Calogero
Valerio De Luca
Leonardo Totino
Animatori titoli (in ordine alfabetico)
Emanuele D'Aloise
Daniel Viscione

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