giovedì, Luglio 7, 2022

Frank Sinutre – Let This Sound Sing: il videoclip di Giovanni Tutti

Formidabili Frank Sinutre che per lanciare il quarto album si servono ancora del talento di Giovanni Tutti con un video che fonde estetica live, animazione e pittura di luce. Let This Sound Sing va per le 40mila visite. Guardalo anche su Indie-eye e leggi l'intervista a Giovanni Tutti

Let This Sound Sing” è il secondo singolo estratto da “200.000.000 Steps”, quarto album in studio dei Frank Sinutre, con la tromba di Marco Cremaschi come guest.
Il brano è veicolato da un videoclip “psych” di Giovanni Tutti, prodotto con la sua Giovanni Tutti Films.

Il duo di mantova dedito ad una particolarissima declinazione della musica elettronica, oltre ad avere quattro album all’attivo, conta più di 300 live tra Italia ed Europa.

Il video di Let This Sound Sing, che procede sicuro verso le 40mila visite combina l’estetica del live in studio, dove è possibile godersi i fantasiosi device autocostruiti dei nostri, con quell’animazione che recupera spirito, colore e movimento dei Jazz cartoons, ma anche certe sperimentazioni degli anni ottanta, pensiamo in particolare alla straordinaria avventura creativa di Annabel Jankel (citiamo a questo proposito, Decoy per Miles Davis) a cui Tutti aggiunge uno stile personalissimo, dove la pittura illuminotecnica gioca un ruolo centrale.

200.000.000 steps su spotify
Tutti i video dei Frank Sinutre e tutti gli strumenti utilizzati dal duo di mantova
Frank Sinutre su Facebook
Giovanni Tutti Films

Giovanni Tutti, artigianato animato: l’intervista

Come è nata la collaborazione con i Frank Sinutre?
La mia collaborazione con il duo elettronico Frank Sinutre inizia nel 2012 e ho praticamente incominciato a “fare” il video-maker con loro; sono partito a realizzare video in stop-motion per i loro brani, e diciamo che ho scoperto questa tecnica con la loro musica: notavo che il ritmo visivo sincopato delle immagini in stop-motion si armonizzava bene con la cifra stilistica e la musica elettronica dei Frank, e così è nata la nostra partnership, che continua ancora oggi, dopo più di dieci anni. Per diversi loro live ho curato anche i loro visual show facendo di fatto parte della formazione. Dopo questi 10 anni, ricordo ancora il primo video realizzato per loro in stop-motion, era quello di “Someone’s Dub” in cui annunciai poco prima dell’inizio lavorazione: “Ragazzi in una notte facciamo tutto”, mentre in una notte riuscimmo a coprire sì e no 10 secondi; ci vollero invece altri 6 mesi di lavoro per ultimarlo. Ricordo che avevo un lungo tavolo in una stanza accanto alla sala prove dei Frank Sinutre dove sistemai tutti i materiali, gli sfondi e i personaggi fatti di lego, plastilina, carta e su questo tavolo si svolgevano e prendevano forma le scene; appoggiata ad un piccolo carrellino tenevo la macchina fotografica con cui scattavo le foto e realizzavo le carrellate facendo scorrere carrellino e macchina sul tavolo. Ricordo che spesso ci venivano a trovare amici, musicisti e avventori che en passant contribuivano a creare personaggi e oggetti che poi sarebbero diventati parte del set

Per let this sound sing come si è sviluppata la collaborazione?
Per questo ultimo video “Let This Sound Sing” del loro ormai quarto disco “200.000.000 Steps” non ho voluto utilizzare la tecnica dello stop-motion, ma dal momento che volevano mettere in mostra gli strumenti elettronici home-made che utilizzano nei loro live, che sono un po’ il cuore del loro live set, abbiamo deciso di realizzare un video molto più classico che assomigliasse ad una loro performance, sfruttando colori fluorescenti e luci di wood.

Il making of del video per i Frank Sinutre

Raccontaci la lavorazione e le modalità di organizzazione del set…
In questo ultimo video, come in altri, ho adottato un’altra tecnica. Inizialmente volevo creare un video senza mai cambiare l’inquadratura, ma cambiare solo la messinscena all’interno della stessa, poi, come sempre, dato che l’atto creativo è un flusso in continua evoluzione, le inquadrature sono molteplici e mi sono reso conto che mi serviva un ritmo più variegato, soprattutto per dare risalto alla loro strumentazione e al set visivo “Frank Sinutre” richiamando l’esperienza di un live, ossia ricreare la sensorialità di un loro concerto dal vivo. Ogni volta la musica dei Frank Sinutre richiama nel mio immaginario l’ultravioletto e di conseguenza la psichedelia, quindi in post-produzione il video è diventato questo: un gioco di luce e ombra, di luce e viola, e tra un’inquadratura e l’altra, per amalgamare gli stacchi, ho parzialmente utilizzato un po’ di Stop Motion (in fondo non lo abbandono mai del tutto) che ho realizzato digitalizzando i disegni di mia figlia.

Parlaci delle tecniche di animazioni utilizzate e dei visuals
La tecnica d’animazione dello stop-motion rimane il mio grande amore nonostante le successive esperienze con altre tecniche, trovo da sempre che sia un grande allenamento alla pazienza, in quanto richiede precisione nei minimi spostamenti degli oggetti e dei personaggi ad ogni foto ed è inoltre necessario rigirarlo fin quando ogni foto è perfetta, coerente con la precedente e la successiva. Con questa tecnica riesco a ricreare un movimento mio personale che non rispecchi necessariamente quello della realtà di un video in cui ci sono personaggi in carne e ossa. Anche la manualità nel ricreare i personaggi implica una certa abilità che si acquisisce nel tempo, conoscendo le caratteristiche dei materiali che si stanno impiegando e alcuni rudimenti di base dell’arte scultorea. Un altro aspetto positivo è che nello S.M. è sufficiente un set ridotto, un tavolo ad esempio, un mondo in miniatura dove ricreare qualsiasi situazione (o quasi) e tutto questo ha un impatto decisamente positivo per tutte le questioni logistiche organizzative. Ad esempio ci si può permettere di lavorarci anche solo un’oretta prima di cena e proseguire il giorno dopo e così via. Ricordo tuttavia anche di lunghe serate, in cui per la smania di finire, delegavo agli amici che passavano a trovarmi, la costruzione di interi set di bisciolini di diversi colori, o palline, o bastoncini che mi servivano in grande quantità per ricreare la meiosi delle cellule o anche grandi costruzioni di astronavi o palazzi in LEGO per ricreare città o contesti urbani. Serate passate in compagnia non solo ai Frank Sinutre ma ai tanti personaggi che ruotavano attorno alla sala prove a costruire set e personaggi che poi sarebbero diventati parte delle animazioni dei video.
Cito a questo proposito “Sunset with Sunrise” e “Driving Thru a City By Night

Il making of del video per i Frank Sinutre

Se tu dovessi parlare di influenze e riferimenti importanti per il tuo lavoro, cosa citeresti?
I cortometraggi hanno rappresentato da sempre grandi fonti di ispirazione per me: storie che si sviluppano in breve sono un ottimo esempio guida per realizzare videoclip in stop-motion. Un videoclip su tutti che mi ha fatto scattare la scintilla è stato “Baby Snakes” realizzato per Frank Zappa in stop motion. Fra gli altri grandi maestri della mia formazione voglio citare David Lynch, Spike Jonze, Michel Gondry e per quanto riguarda la video-arte Bill Viola. Ce ne sarebbero a bizzeffe di nomi da citare.

Ad essere sinceri però devo dire che la primaria fonte di ispirazione per me, resta il mio lavoro di proiezionista al cinema, un lavoro alla Alfredo di “Nuovo Cinema Paradiso” che mi ha sempre dato la possibilità di confrontarmi con il “Nuovo” e sondarne le tecniche, qualcosa da cui imparare ogni volta qualcosa.

Il making of del video per i Frank Sinutre

Giovanni Tutti biografia artistica

Giovanni Tutti è nato a Legnago (VR) il 26 giugno 1984. Vive e lavora a Sermide (MN) come proiezionista e come visual artist di opere sperimentali. La sua formazione inizia con la collaborazione visiva per la Rock Band “Bianconiglio” con la quale collabora per la creazione di alcuni videoclip e nel 2010 per la messa in scena di una performance live al festival di video arte “The Scientist” di Ferrara; al quale partecipa pure l’anno precedente, nel 2009 con un documentario sperimentale creato in collaborazione con il Prof. Vitaliano Teti: “Timotthy Tompkins e Giorgio Morandi, After Still Life”.
Laureato nel 2011 in “Tecnologo della Comunicazione Audiovisiva e Multimediale” con una tesi sul linguaggio video musicale: “La pratica del videoclip: il montaggio interno all’inquadratura” nel 2013 ha partecipato assieme ai Frank Sinutre all’exibition Trames/Tramites con un’opera bicanale sull’analisi filmica del paesaggio attraverso il mezzo video.
dal 2012 ad oggi ha collaborato con molteplici artisti, soprattutto musicisti come Cranchi, Matija, P.A.N.F., Jacopo Salieri, per la creazione di videoclip, live visual show, video arte, e la sperimentazione di tecniche video in Stop Motion in collaborazione con il duo musicale Frank Sinutre.

Il making of per il video dei Frank Sinutre
Michele Faggi
Michele Faggi
Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.

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