Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Il debutto di Ariana Delawari, pubblicato dalla David Lynch MC è una raccolta di brani semplici e radicali come il sistema nervoso di un film diretto dal regista Americano; CD della settimana su Indie-eye... 

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Le registrazioni di Lion of Panjshir cominciano a Kabul, nella casa di Ariana insieme a tre musicisti del luogo, Mohammad Wali – Tabla, Ghulam Hussain – Rabab e Ustad Almruddin – Deirubah; e si concludono a Los Angeles con una produzione più complessa, l’aggiunta di un sostegno orchestrale e la guida di David Lynch al banco. Se la produzione di Lynch si limita alla sola Suspend Me la sua influenza si fa sentire un po’ ovunque, soprattutto nella costruzione di un mondo sonoro che gioca a dadi con il tempo, non così distante da quelli esplorati insieme a Julee Cruise e Jocelyn Montgomery. Ciò che li rende tre attraversamenti simili e assolutamente unici è quel processo di avvicinamento che partendo da un riferimento specifico, gli anni ’50, il cantus firmus, la psichedelia Californiana,  trova la sua sede  in una terra di mezzo semplice e radicale come il sistema nervoso di un film diretto dal regista Americano. L’elemento che rende questa forma come uno tra i connubi più riusciti e stimolanti nella carriera musicale di Lynch è la scrittura di Ariana, e-radicata dalle sue origini e sottoposta ad un’oscillazione costante tra viaggio interiore e scultura sonora. La splendida Be gone taliban è uno degli episodi che preleva linfa da due mondi in un crossover visionario non così facilmente districabile, sviluppato lungo il racconto feroce della voce di Ariana;  una tensione verso l’essenziale che ricorda Five Ways of disappearing di Kendra Smith, con la stessa estrema intimità a fare da guida. Magia astratta che si ripete nel folk velvetiano di The East, in un certo senso memore della lezione di Badalamenti sull’involucro country di Straight Story, oppure in quella strana fusione tra anni ’50 e derive ambient che è Don’t Fight the love, bellissima revisione del suono twang Lynchiano, e ancora We lived on a Whim, piano e voce in quella direzione ossessiva amata da John Cale. Suspend Me, come si diceva l’unico brano firmato da Lynch nel ruolo di produttore, è ovviamente una ballad sospesa e abbandonata nel tempo, cosi pura da fondere la voce di Ariana con un drone orchestrale quasi impercettibile.

Ariana Delawari su myspace

Il teaser trailer di Lion of Panjshir diretto da David Lynch

Ariana Delawari
Lion of Panjshir

David Lynch MC, 2009 | psych
CREDITS:

San Francisco | Her legacy | Be gone taliban | Lailly Jan | Sing Wind | The East | Cheshme Siah Daree | Don't Fight the love | Suspend me | We lived on a whim | we came home

 

Michele Faggi

Michele Faggi

Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.